La pornografia online spiegata a mio figlio

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Quella dell’educazione sessuale è una questione che non smette mai di far discutere e d’infiammare gli animi di genitori ed esperti. Ma questo non è l’unico aspetto sensibile della questione sesso, perché i nostri figli sono sempre più spesso confrontati con la realtà della pornografia online. E quindi come fare? Come spiegare loro cos’è? E in che modo bisognerebbe porsi di fronte alla pornografica?

Al giorno d’oggi, la Rete è stracolma di siti pornografici con centinaia di migliaia di fotografie, filmati e ogni tipo di materiale, a volte perfino illegale come, in molti Paesi, lo è la pedopornografia o la zoofilia. Del resto pornografia e internet rappresentano un connubio irresistibile che esiste fin dai primi vagiti del web. Se un tempo il mondo del porno e i contenuti pornografici erano relegati ai cosiddetti giornaletti, alle videocassette o agli spettacoli dal vivo, oggi viaggiano in internet e sono sempre a portata di un click, per grandi e piccini.

Grazie a Google oggi sono raggiungibili circa 260 milioni di siti pornografici che sono visitati quotidianamente da oltre 300 milioni di utenti dei quali il 75% è composto da uomini e il 25% da donne. Una percentuale, quest’ultima, che cresce di anno in anno. Ed è proprio alla luce di questi dati che il governo neozelandese ha deciso di lanciarsi in un campagna di sensibilizzazione che, con l’ironia e lo humor, fosse in grado di parlare a quei minori e in particolare agli adolescenti toccati dal fenomeno. Lo ha fatto realizzando una serie di spot come quello che segue.

Spot al centro di una campagna voluta per proteggere i nostri figli dai quei contenuti pensati per le fantasie e le perversioni di un pubblico adulto. Il progetto denominato “Keep It Real” (tradotto sarebbe “mantienilo reale”) affronta così temi che riguardano proprio i nostri figli: il bullismo online, il sexting e la pornografia. Un aiuto che chiama in causa anche noi genitori con un sito web sul quale è possibile recuperare tutta una serie di consigli su come affrontare queste problematiche con loro.

Un modo intelligente per incoraggiare il dialogo su questo tema offrendo loro gli strumenti per trattare questioni di vitale importanza, sottolineando come il porno non sia una polaroid della realtà e di come il rispetto reciproco e il consenso nell’avere un rapporto sessuale siano essenziali. Cose queste che non sempre si ritrovano nei contenuti pornografici offerti online. Ecco perché è importante far sì che i nostri figli non si trovino a credere che ciò che vedono sia la regola e che il sesso equivalga a ciò che ci mostra il mondo del porno, dove il più delle volte i rapporti sono conditi con una dose abbondante di violenza.

Ma se la Nuova Zelanda ha deciso di correre ai ripari aprendosi al dialogo, nel resto del mondo cosa accade? Fresca fresca è la notizia che, grazie a un emendamento della Lega, in Italia i porno su internet potrebbero essere presto bloccati in automatico. Una misura, anche questa, voluta a tutela dei minori. Solo il titolare del contratto, se maggiorenne, potrà disattivare il filtro facendone esplicita richiesta al proprio operatore telefonico.

Ma la natura della rete è tale che, bloccare in modo chirurgico un contenuto vietato ai minori, è praticamente impossibile se non a costo di rischiare d’impedire l’accesso anche a contenuti leciti. È impossibile bloccare in modo chirurgico contenuti vietati senza rischiare di operare una forma di censura. Ed è la ragione per cui tentativi simili sono sempre falliti. Una legge simile è stata bloccata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti ed è finita con un nulla di fatto nel Regno Unito. A maggior ragione, la via scelta dal governo neozelandese, sembra essere l’unica davvero percorribile.

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