Lega vs Lega. Siamo ai ferri corti?

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Che la Lega fosse bipolare un po’ si sapeva. Dire tutto e il contrario di tutto è consolidata prassi, anzi, quasi simpatica tradizione, via! Sul Mattino di domenica scorsa, riesce a prendersela con PS e PLR che hanno solo seguito le indicazioni di Gobbi. 

Cioè, Lorenzo dovrebbe decidersi se Norman è un suo ministro o se gli sta talmente sulle balle da martellarlo come una pignatta di rame piena di gibolli. Zali no, lui non conta, perché è come quelle piante grasse che dimentichi sul davanzale, anche se ti scordi di annaffiarle vegetano lo stesso. Ecco, Zali è così, meno si fa notare meglio è, anzi, se anche gli si posa sopra un velo di polvere non è grave, fa la fotosintesi lo stesso.

Anche perché nello stesso numero del Mattino, riesce a metterlo in mutande tricolori in copertina e a rinnegarlo tipo San Pietro nella seconda pagina. 

Ma torniamo a Gobbi. Leggiamo dal post di un divertito Henrik bang:

“Sorrido perché l’ex partitone e il PS non hanno fatto nient’altro che seguire il messaggio e la proposta del ministro Gobbi, che è uno dei due Ministri leghisti. La notizia forse sarebbe questa. A livello di dibattito parlamentare la discussione era incentrata sullo “sfortunato automobilista” che magari per festeggiare un qualche avvenimento, per caso, beve un qualche bicchiere di troppo e che poi mettendosi alla guida ha la sfiga di essere coinvolto in qualche incidente o essere beccato dalla pola. Questo sfortunato o sfortunata si vede la vita “rovinata” perché deve fare tutto un percorso riabilitativo per riavere la patente percorso che comporta sacrifici di tempo e denaro. Che il numero delle vittime (cioè persone morte) sia diminuito (fatto certo rilevato dalle statistiche) non era rilevante. Che un numero inferiore di madri o padri non debbano piangere un figlio morto non ha avuto importanza. (…)”

Ora, noi non siamo temerari come Bang nel dire che stiamo con Gobbi. Al limite possiamo dire che stiamo volentieri dalla parte delle vittime della strada e che è giusto che chi sbaglia paghi. E vorremmo dire a Quadri, che gli automobilisti non sono tutta una categoria unica da blandire e che non tutte le regole della strada sono fatte per cattiveria nei confronti di chi guida (quasi tutti), ma per salvare delle vite, cosa che, come oggettivamente fa notare Bang, ha la priorità sul carico di bianchini da domenica mattina. Se Quadri e i suoi amici vogliono tanto bere va benissimo. Vadano all’osteria a piedi e si divertano come matti. Se li beccano ciucchi come un’alce caduta in un barile di merlot, che ne paghino le conseguenze. Per capirne qualcosa in più forse potreste rileggere questo articolo di una madre che anni fa perse il figlio per colpa di uno di quelli che, difesi da Quadri, rivendicano il diritto di bersi qualche bicchiere in compagnia (leggi qui sotto)

Poi c’è tutta la storia del perfido medico del traffico, che alla fine è solo una ripicca ridicola perché la dottoressa è italiana, e vorrai mica che i bevitori di bianchino nostrani vengano crocifissi da una dottoressa badina!

Comunque adesso ce n’è un altro, anche lui italiano (e si vede che i nostri schifano la specializzazione). Anche per lui Quadri ha parole gentili e cariche di empatia: 

“ (…)Giova poi ricordare (uella) che tra i medici del traffico di livello 3 attivi in Ticino c’è pure un altro dottore, naturalmente anch’egli in arrivo da Oltreramina, la cui specializzazione è la costruzione di genitali posticci sui trans. E a simili figure italiche, che hanno trovato alle nostre latitudini “ul signur indurmentàa”, diamo facoltà di decidere su questioni di primaria importanza per tanti ticinesi?…”

Eeeh, signori si nasce. “Genitali posticci sui trans”, certo. Non ci provo nemmeno a spiegare a Quadri, che ha l’empatia di una testa di rinoceronte impagliata attaccata alla parete, che percorso doloroso possa essere il cambio di sesso, è compito improbo. E il fatto che l’operazione di cambio sesso la paghi pure la cassa malati è per lui, fiero campione di maschio svizzero, probabilmente un insulto pari a quello di chiamarlo Lorenzina. (leggi qui sotto)

Alla fin fine si riduce tutto a degli schiamazzi per avere i voti di quattro ubriaconi impenitenti che non rinunciano all’automobile e che rivendicano il diritto razziale di essere seguiti da un medico svizzero. Senza se e senza ma.

Quadri per perseguire i suoi porci comodi, per poter continuare a scartavetrarci i marroni pagato di soldi pubblici, spara a zero su tutto e tutti e anche sui suoi. Contento Gobbi, che è pure presidente del Canton Ticino, chi siamo noi per dissentire?

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