Lockdown Barbie

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Tonya Ruiz era lei stessa una Barbie quando faceva la modella. Occhioni azzurri, capelli biondi e boccolosi, insomma, la base di uno stereotipo di bellezza bianca e caucasica che ha irretito genereazioni di bambine.

Poi coi tempi Barbara Millicent Roberts (il nome per esteso del plastico giocattolo) si è adattata ed è diventata più politically correct. Con le sue innumerevoli versioni: nera, bianca, ispanica, asiatica, ha permesso a legioni di bambine e di collezionisti di vivere avventure puffose e glitterate con Barbie rockstar, veterinaria, astronauta e principessa cambogiana. New entry, di qualche anno fa, ma importante per capire i cambiamenti dei tempi, la Barbie curvy, con forme decisamente più logiche dell’impossibile e grissinesco originale o la Barbie petite, in ode alle diversamente alte.

Tonya Ruiz, oggi sulla settantina, dopo aver visto i chiaroscuri del mondo della moda, dopo avere incontrato Gesù (che dalle parti di Hollywood gira come una pattuglia della Comunale) ha deciso, con notevole sense of humour, lo ammettiamo, di darsi alla creazione di modelli di Barbie reduci da Covid 19. E così, alle centinaia di modelli originali della Mattel, se ne sono aggiunti alcuni decisamente spassosi. Sarà che la Ruiz è quasi coetanea della bambola più famosa del mondo (la prima Barbie risale al 1959) ma con le sue creazioni è riuscita a rendercela più umana.

Ecco allora la Barbie che in preda allo sconforto, si scofana il frigo di nutella, torte alla crema e donuts.

Oppure la Barbie in preda alla frenesia panettiera, sporca di farina e impacchettata insieme a pagnotte, pagnottelle, burro e lievito.

Non poteva mancare l’eterno fidanzato Ken, che si barcamena da una parte col telelavoro, camicia e cravatta sopra, boxer sotto e con pannolini e cacche di bimbi dall’altra.

Fantastica e drammaticamente realistica, la Barbie con la ricrescita, i peli sulle gambe e i baffi, conseguenza di un impietoso esilio casalingo. A corredo cerette, forbici, shampoo e smalti a cercare di salvare il salvabile.

Sempre con la ricrescita, una Barbie disillusa, con quattro figli da gestire durante il lockdown, compito improbo che numerosi genitori conoscono.

Tenera e commovente, la Barbie in stile Bridget Jones, che con copertina e vaschette di dolci, si disfa di serie tv e maratone televisive.

Le Barbie create da Tonya sono diverse, e non possiamo riportarle tutte , una menzione però va di certo alla Barbie con l’insonnia e le occhiaie, munita di sveglia, pigiama di giorno e pigiama di notte, macchina per il cappuccino e toaster.

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