Lockdown in Paradiso?

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Chi di voi, nel corso dei due mesi e mezzo di lockdown, ha magari pensato che non sarebbe stato male trascorrere il proprio tempo, nell’attesa che la situazione tornasse alla normalità, in uno dei tanti cosiddetti “paradisi terrestri” da cartolina? Che ne so, in Thailandia, all’ombra di una palma a due passi da un mare turchese e una spiaggia dalla sabbia finissima oppure alle Maldive? Ve lo confesso, è un pensiero che ho fatto più volte, mentre me ne stavo rinchiuso nel mio bilocale di Castione, vista autostrada.

Eppure ora penso che chi ha avuto la fortuna di starsene alle Maldive non è che per forza si sia davvero goduto il lockdown. A raccontarlo a 20 Minuten è stato lo svizzero romando Tom Allemann, ormai da quattro mesi bloccato alle Maldive. Il cinquantacinquenne, che da qualche tempo abita in Cina, voleva trascorrere in compagnia della sua giovane fidanzata il capodanno cinese. Così i due decidono di farlo partendo per una settimana di ferie sulle celeberrime isole nel bel mezzo dell’Oceano Indiano.

Da 4 mesi alle Maldive a causa del Coronavirus - Ticinonline

E fino a qui, tutto bene, se non fosse che, dopo aver trascorso la vacanza su di un’imbarcazione con una ventina di sub, proprio nel momento in cui in Cina la situazione legata alla diffusione del coronavirus si fa sempre più critica, la coppia decide di prolungare la permanenza sull’isola ancora per un po’. E un po’ oggi, un po’ anche domani, le settimane sono ormai diventate sedici. Leggendo l’intervista Tom racconta di un’avventura da sogno dove tutto è bellissimo. O quasi.

Ormai dalla fine di febbraio, i due sono bloccati sulla terza isola più grande delle Maldive che conta 12.000 anime e Tom ed Emma sono gli unici turisti rimasti. Con circa 1200 franchi al mese per entrambi, la loro vacanza si è trasformata in una specie di reclusione forzata in una casetta a due piani con tanto di giardino, a pochi passi dal mare. E malgrado Tom si dica entusiasta: “abbiamo una moto, facciamo snorkeling. Ci sono fantastici pesci, come gli squali tigre. Stiamo prendendo dei tonni meravigliosi e volte si va in spiaggia a guardare i surfisti”, io qualche dubbio ce l’ho.

La bellezza di una vacanza, trascorsa a Igea Marina o alle Maldive poco importa, sta soprattutto nella straordinarietà della cosa. Ma quando ciò che è straordinario si fa ordinario, anche una vita trascorsa a suon di noci di cocco, banane e mango non può che farsi drammaticamente noiosa. Perché qualsiasi cosa, nelle dosi sbagliate si fa pesante o peggio nauseante. Così, forse, l’idea di trascorrere su di un’isola deserta o quasi l’intero lockdown improvvisamente non mi sembra più l’idea tanto geniale che avevo avuto pensando a come evadere dal mio grigio appartamento della grigia periferia.

Del resto poi, alle Maldive, gli abitanti sono tutti rigorosamente mussulmani, capaci di tenerti per anni in gattabuia per due semini due di marijuana e proprio come ci conferma Tom Allemann, è bene scordarsi una piña colada o una birra fresca sulla spiaggia perché l’alcool sull’isola è tabù. Ed ecco che fra tutti gli inferni possibili alla fine preferisco di gran lunga ancora il mio con vista imprendibile sull’A2.

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