“Night of light”: la cultura si è accesa di rosso

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Lunedì sera in tutta la Svizzera si è svolta la “Night of light”, la notte della luce durante la quale tutte le associazioni culturali e attive nel settore degli eventi hanno voluto fare sentire la loro voce ed esprimere la loro solidarietà a chi è stato duramente toccato dallo stallo imposto dal Covid 19. Sull’insieme del Paese oltre 1100 edifici e strutture si sono illuminati, accendendo la notte di rosso, il colore della protesta di chi si è sentito dimenticato dalla politica.

“Gara di solidarietà unica nel suo genere”

Quest’azione straordinaria, hanno comunicato mercoledì i suoi organizzatori, ha ricevuto l’appoggio di oltre 1300 sostenitori ed è stata seguita da agenzie di eventi, società fieristiche, allestitori e gestori di stand, fornitori di servizi tecnici, aziende di decorazioni, operatori culturali, produttori e ditte individuali. “Una gara di solidarietà unica nel suo genere” durante la quale un totale di 1100 edifici e strutture varie sono stati illuminati di rosso in ogni angolo del Paese.

A Lugano si è così infiammato il LAC (Lugano Arte e Cultura), a Ginevra il celebre Jet d’Eau, a Chillon il famoso Castello ai piedi del lago, a Berna la Piazza federale e lo stadio di calcio del Wankdorf, a Lucerna il centro culturale KKL, a Basilea la Fiera, a Zurigo il Teatro dell’Opera e l’Hallenstadion, a San Gallo il Kybunpark. Altri luoghi ancora nei Grigioni e nel Liechtenstein a dimostrazione dell’ampiezza e della profondità con cui il settore degli eventi è organizzato in Svizzera “al di là di tutti i confini linguistici e culturali”, sottolineano gli organizzatori della manifestazione nazionale di protesta.

Rendere visibile l’intero settore

La “Night of Light” ha avuto per scopo di sensibilizzare la difficile situazione degli eventi in tutto il mondo in seguito alla situazione venutasi a creare dopo lo scoppio della pandemia di Coronavirus. L’azione ha suscitato un enorme interesse pubblico e migliaia di persone si sono offerte volontarie per assicurarne il successo. “L’obiettivo” ricordano gli autori di quest’iniziativa nazionale – originariamente lanciata in Germania – “era da un lato rendere visibile l’intero settore e dall’altro tracciare la portata della situazione attuale poiché c’è allarme rosso nel settore degli eventi. 

Malgrado le assicurazioni iniziali del Consiglio federale, soprattutto le Piccole e Medie Imprese (PMI) e i lavoratori indipendenti del settore si sentono piantati in asso. La soppressione del lavoro ridotto per le persone in posizione analoga a un datore di lavoro e le modifiche dell’indennità di perdita di guadagno per i lavoratori indipendenti peggiorano ulteriormente le prospettive degli operatori. Si rende urgentemente necessaria” concludono gli organizzatori dell’azione “Night of light”, “una prosecuzione del supporto fino alla ripresa della normale attività, altrimenti già entro i prossimi mesi si profila il rischio di una massiccia ondata di fallimenti.”

“Ci vorranno mesi per un ritorno alla normalità”

Il settore eventi chiede una maggiore sicurezza di pianificazione a partire dal 1 settembre prossimo nonché una certezza riguardo ad eventi futuri poiché ritiene che “ci vorranno mesi prima che la cultura ritorni alla normalità … forse potremo riprendere slancio non prima del prossimo anno …”

Un “raggio di speranza” c’è con la possibilità, da lunedì 22 giugno, di assembramenti fino ad un massimo di 1000 persone, “ma non è ancora assicurata in molti casi l’economicità degli eventi pur tenendo conto dell’allentamento attuale delle misure … e la situazione è resa più difficile dal fatto che la Confederazione ha di nuovo delegato la responsabilità ai cantoni, il che può generare differenze a livello di gestione … invece resta invariato che il settore continuerà a risentire gli effetti del Covid 19 nei mesi a venire anche se le misure verranno ulteriormente allentate.”