Poker d’assi per i morti di covid

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A ieri, i casi di coronavirus accertati, erano in totale quasi 9 milioni, praticamente l’intera popolazione svizzera. I morti si attestano intorno ai 470’000

Le cifre peggiori nei decessi, perché in fondo è quello che ci interessa, ce le hanno gli USA che ha superato i 122’000 morti, il Brasile con 50’000 morti e una casistica in piena ascesa e il Regno Unito, con 42’632 decessi.

Sappiamo che le cifre possono essere ballerine, che vanno valutate le percentuali, che ci sono molte variabili. Non può però sfuggire, neanche allo sguardo più distratto, che a dirigere la classifica dei morti e dei contagi (c’è anche la Russia con meno decessi ma con quasi 600’000 casi) ci sono 3 Paesi i cui leader appartengono a quella specie di internazionale sovranista che ormai conosciamo bene.

Donald Trump, Jair Bolsonaro e Boris Johnson rappresentano il sovranismo, l’arroganza, la mania di accentrare potere e di chiederne sempre di più, la sfrontatezza di sbeffeggiare gli avversari e di eliminare chiunque non la pensi come loro. Tutti e tre votati democraticamente, hanno fatto virare i propri paesi in direzione di una destra profittatrice, priva di concetto di welfare, egoista e convinta che mandando tutti al diavolo si stia molto meglio. Sfruttando le pulsioni di popolazioni frustrate ed esasperate, facendo leva sulle loro paure e pilotando media e social, spesso con l’aiuto russo, questi equivoci personaggi, e sarà la storia a confermarlo, hanno preso il potere. I danni che hanno fatto o faranno, li sapremo probabilmente solo negli anni a venire, ma l’impietosa conta del Covid li inchioda al muro. Perché uno è un caso, due una coincidenza, tre una prova, e se ci mettiamo al Russia, che all’inizio negava addirittura ci fosse il virus sul suo territorio, abbiamo un bel poker di personaggi che non solo hanno sottovalutato la situazione, ma hanno addirittura giocato con le vite dei propri cittadini.

Unico leader che poi ha cercato di tirare i remi in barca, Boris Johnson, non tanto perché migliore degli altri, ma perché lui stesso ridotto in fin di vita dal virus e salvato, per assurdo, da due stranieri, quelli che a gran voce e con la Brexit, ha voluto buttare fuori dall’Isola (leggi qui sotto) .

Tutto il mondo, lo sappiamo, ha patito e patisce il virus, e non tutti hanno agito con grande solerzia e intelligenza, ma questo è “normale” e fa parte di quella negazione della pandemia che la storia ci ha insegnato essere una costante. Anche il disastro lombardo (toh! A guida leghista ) seppur con le sue scusanti, ha delle colpe non indifferenti nella tragica gestione di una malattia che ha trovato un sistema sanitario semiprivatizzato e volto solo al guadagno a non alla salute pubblica. Una regione che, insieme al Piemonte (con presidente Sergio Chiamparino del PD) ha dato l’impressione ai suoi cittadini di essere abbandonati a se stessi (leggi qui sotto)

Più che la politica contano le persone, vero, ma se pensiamo ai tre gaglioffi di cui sopra, non possiamo esimerci dall’idea che troppo spesso, l’uomo forte è anche l’uomo che non capisce dove deve fermare la propria arroganza e il proprio ego per ascoltare i consigli degli altri.