Prima i bordelli

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Ma come? Mentre le frontiere verso l’Italia non erano ancora aperte, con gli amori ufficiali e quelli clandestini confinati o di qua o di là della ramina senza possibilità alcuna di vedersi, abbracciarsi e baciarsi, noi qui, in Svizzera, già potevamo darci alla pazza gioia facendo fuochi d’artificio nei “locali erotici” così come li aveva definiti il buon Vitta quand’era ancora presidente? Qualcosa non mi quadra.

Amori al confino

L’isolamento imposto dalla pandemia di Covid-19 ha secondo me rivoluzionato anche il concetto di coppia. Si può sopravvivere al confinamento forzato praticando l’amore a distanza? Molti non ce la fanno, altri ci hanno provato inventandosi situazioni o trasgredendo mentalmente per cercare di sopravvivere a un disagio che colpisce la sfera sentimentale e sessuale di una coppia. Coppie consolidate, appena nate, ufficiali o clandestine poco importa. In tempi difficili ci si reinventa e si riscoprono curiose alternative erotiche.

Sex toys o sexting?

Ad esempio con certi sex toys che i due partner possono controllare a distanza. Curiosi oggetti dalle forme più disparate che via bluetooth si collegano da qualsiasi parte del mondo a un’applicazione, con la possibilità di sincronizzare le stimolazioni di due sex toys di modo che vibrino all’unisono. Il sexting invece, neologismo nato dalla fusione delle parole sex e texting, si riassume nell’invio di messaggi o immagini sessualmente esplicite. Via telefonino o tablet. Così il 5G finisce per venirci in aiuto. Serve a trovare quel punto G che noi donne rincorriamo manco fosse il sacro Graal.

Prostituta, pro-istituzione

Prostituta. Nell’antichità e ancor oggi c’è chi riprende l’etimologia reiterando la sua idea di prostituzione come istituto che comprende il pagamento di una prestazione, niente di diverso dal farsi controfirmare l’atto di costituzione di una società da un notaio. Porre davanti, esporre, mettere in mostra. Uno scambio di dignità contro un interesse materiale come spiega il dizionario Zingarelli. Si distingue poi colei che pratica per il suo piacere forme di sessualità proibite e una donna che invece fa la stessa cosa per denaro. Meretrice da mereor, cioè guadagnare.

Tutto è lecito purchè sia remunerativo

Mi viene quindi da pensare che i bordelli siano stati riaperti perché costituiscono un importante tassello della nostra economia, mentre le coppie divise da una frontiera possono aspettare e restare a macerare ancora per un po’, che tanto non c’è fretta. In tal modo il loro sentimento non farà altro che autoalimentarsi e crescere sempre più. O, al contrario, finire per sempre. Non si è ancora aperto agli amori frontalieri, ma si è data via libera al lavoro più vecchio del mondo. Tutto riapre a pieno regime, anche i mestieri che includono il contatto fisico, e quindi anche le operatrici e gli operatori del sesso a pagamento. Così, la Pro Core, organizzazione che ne tutela gli interessi, lancia appelli in questo senso, cercando di capire come si possano mantenere le distanze sociali avviluppati nell’amplesso.

Lavorare stanca

Fare la vita, esercitare, è un mestiere mediamente redditizio, se ci limitiamo agli introiti. Ma se poi pensiamo a quello che effettivamente viene chiesto loro in termini di affitto camera, vitto e perchè no, anche come garanzia di protezione, ci rendiamo conto che la qualità di vita di una prostituta non eccelle. Giorni e notti in anguste camerette a consolare e accontentare il maschio facendo di tutto e di più. Ma vediamo come si fa ad avere un rapporto, mercenario o amoroso poco importa, rispettando le norme emanate dalla Confederazione e quindi attenendosi alle distanze sociali, cioè adottando due metri fra te e l’amato o il cliente. Già è difficile farlo quando fai la spesa. E qui si apre un nuovo capitolo di acrobazie circensi ed erotiche, al di sopra dei due metri e al massimo per 15 minuti senza mascherina, con qualche concessione in più se invece la si indossa. Così, o abbiamo a che fare con coppie in cui lui è davvero superdotato, ma molto super, o altrimenti evitiamo di raccontarci storie. Una buona cosa rimane invece l’astinenza. E oltre che quella delle gambe, consci di far contento qualche paladino delle chiusure, anche quella totale delle frontiere.

La passione a debita distanza

Tuta con buco e mascherina senza contatto viso e bocca, devo stare sopra ma poi la polizia non può entrare per controllare l’atto sessuale” racconta Elena, una ragazza rumena che ormai non pratica più da marzo. “I clienti indossano le mascherine giù nel locale, ma poi in stanza chissà cosa pretendono”. Comunque finché non riapriranno davvero le dogane resta solo un discorso teorico. “La riapertura dei postriboli rischia di essere peggio per noi perchè non ci saranno clienti e dovremo pagare lo stesso la stanza” e poi “i clienti non vogliono stare a distanza”. No, la distanza non si concilia con la passione. “Il mio sogno? – continua la ragazza – una volta un cliente trentenne per quasi tre ore mi ha appoggiato la mano sul seno e l’altra più in basso e intanto godeva. I cinquecento franchi più facili della mia vita.”

Sesso o no, son tempi duri

Tempi duri per qualsiasi tipo di amore, poco importa se ufficiale, clandestino, romantico o mercenario. Mesi difficili che hanno messo a dura prova sia l’amore eterno che quello occasionale. Il lockdown ha reso difficile la sopravvivenza alle prostitute, costrette a una pausa forzata e a doversi arrangiare per sopravvivere. Ma anche per gli altri amori, quelli in attesa della fatidica promessa, del coronamento di un sogno, dell’amato che ritorna dall’amata che sta dall’altra parte del confine, sono stati momenti complicati che in più di un caso non hanno retto allo stress-test e si sono risolti con una separazione.

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