Profughi in Svizzera all’esame del Nazionale

Di

Domani 3 giugno, la sessione estiva del Consiglio nazionale esaminerà la mozione “Accogliere profughi dalla Grecia e riformare l’accordo di Dublino” depositata dal Collettivo “Evacuare ora”. Lo scorso mese di aprile – ne avevamo scritto – il movimento di sostegno aveva chiesto al Consiglio federale di portare in Svizzera il maggior numero di rifugiati accampati nei lager delle isole greche del Mar Egeo.  

Dopo il Portogallo anche la Francia pronta ad accogliere

“Adesso”, dice il collettivo, “il Consiglio nazionale ha l’opportunità di invitare il Consiglio federale ad agire e di prendere una posizione chiara”. Alla vigilia dell’esame della loro mozione, gli autori hanno inviato una mail ai parlamentari invitandoli ad accettarla. 

I membri di “Evacuare Ora” ricordano nelle loro motivazioni che, dopo il Portogallo che circa due settimane fa ha annunciato di voler accogliere circa 500 minori dalla Grecia, la Francia a sua volta si è detta disposta a fare altrettanto, accettando di aprire le sue frontiere a 750 profughi provenienti dai famigerati campi greci, tra cui 350 bambini e ragazzi non accompagnati. I primi di loro però, precisa il Collettivo di sostegno, dovranno aspettare la fine di luglio per raggiungere la Francia vista la situazione pandemica ancora non del tutto stabilizzata.

“La Svizzera deve agire rapidamente”

“Mentre in tutto il mondo, sotto la minaccia del Covid19, si trovano soluzioni rapide e non burocratiche per l’economia, l’assistenza sanitaria e la società maggioritaria, decine di persone sono ancora in attesa nei campi delle isole greche in condizioni indegne e pericolose. Ora anche la Svizzera deve finalmente agire rapidamente ed evacuare le persone” denunciano gli autori della mozione.

Il Collettivo “Evacuare Ora” ricorda che è in stretto contatto con l’Associazione Tipiti che offre un aiuto concreto per i bambini dei campi profughi greci, potendo accoglierne tempestivamente e curarne una quarantina nel Villaggio Pestalozzi. Stando a Rolf Widmer, a capo dell’Associazione Tipiti, citato da “Evacuare Ora: “Ciò che era possibile nel 1993 quanto avevamo evacuato 2000 madri e bambini dai campi sovraffollati della Croazia, deve esserlo anche oggi”!

Appartamenti e centri d’asilo vuoti in Svizzera

Inoltre gli appartamenti rimasti svuoti in Svizzera l’anno scorso erano più di 75mila mentre, stando ad una statistica dello scorso mese di marzo, la metà dei centri di asilo svizzeri sono vuoti. “Sappiamo” conclude “Evacuare ora” che in Svizzera c’è spazio a sufficienza per accogliere questi profughi e il 23 maggio scorso abbiamo inviato una lettera alle grandi città svizzera per invitarle a ricevere rifugiati … attendiamo ancora le risposte.” 

La palla è ormai nel campo del Consiglio nazionale al quale la mozione chiede anche di rivedere l’accordo di Dublino. Infatti, ricorda “Evacuare ora”, la situazione in Grecia non è precaria solo per le persone nelle isole: da fine maggio oltre 8000 persone, il cui statuto di profugo è stato riconosciuto, sono state escluse dai programmi di sostentamento statale con tutto ciò che una tale misura comporta come conseguenza di indigenza. Quest’esclusione, dice il Collettivo, viola la Convenzione europea dei diritti umani e obbliga la Svizzera ad un divieto generale di espulsione e all’auto-ammissione in tutte le procedure di Dublino riguardante la Grecia. Nonché alla sospensione dell’accordo bilaterale di riammissione creato da Christoph Blocher. 

“Abbiamo chiesto al Segretario di Stato Mario Gattiker” concludono i membri di “Evacuare Ora” di intervenire urgentemente presso il suo collega greco Notis Mitarachis per fermare la minaccia dei senzatetto e l’indigenza di migliaia di rifugiati.”

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!