Propaganda in Sol minore

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Da sempre la musica è stata espressione della voce popolare, una voce che spesso era inascoltata o peggio veniva soffocata, ma che trovava proprio nella musica e nella canzone politica il canale per poter gridare a squarciagola i propri ideali, cristallizzando in poesia emozioni e sentimenti.

Canzoni, che anche a distanza di anni, continuano a vivere nella memoria collettiva. Da “Blowin’ in the wind” di Bob Dylan ad “Andare, camminare, lavorare” di Piero Ciampi passando per un evergreen tornato di gran moda come lo è diventata “Bella Ciao” grazie al successo planetario de “La Casa de Papel”.

Canzoni politiche, di protesta o addirittura di propaganda, all’insaputa dello stesso interessato, come nel caso del brano “I Won’t Back Down” del defunto cantautore americano Tom Petty usata ad arte da Trump nel suo ultimo disastroso comizio tenutosi in Oklahoma. “Tom non avrebbe voluto che questa canzone fosse usata per una campagna d’odio”, ha detto la famiglia del cantante.

Perché, come scriveva Stephen King, nulla apre gli occhi della memoria come una canzone.

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