Ritorno a scuola

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Oggi riprende la scuola, due sole ore in realtà con il docente di classe e poi l’anno è concluso.

Mia figlia passa da uno stato di scazzo: “chissà che palle oggi, ma che cazzo ci andiamo a fare?” a eccitata euforia: “rivedrò i miei amici”.

E noi adulti, chi più chi meno, ci siamo chiesti che senso ha riaprire l’8 giugno, a due settimane dalla chiusura. In verità ha molto senso: la guardo e vedo una ragazza che ha voglia di normalità, di ritmi, di annoiarsi in classe, odiare la scuola, ma anche di andarci. Vedo una ragazza che ha un bisogno feroce di lasciarsi alle spalle un semestre strano, sospeso, e riprendere in mano uno straccio di quotidianità, fatta di studio, risate a mensa, di rotture varie, di abbracci con gli amici, di stare tutti appiccicati come solo loro a quell’età sanno fare. Vedo una ragazza che anela queste due ore da tempo: “non siamo stati posteggiati, noi ci siamo, il nostro ruolo è qui, tra i banchi di scuola, anche solo per due ore”. Per cui vai, indossa pure la maschera da adolescente scazzata e disinteressata, tesoro, tanto ti conosco e so che queste due ore per te sono il tuo meraviglioso ritorno alla normalità. 

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