Segway, la biga delle beghe

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Dal prossimo 15 di luglio il famoso trabiccolo elettrico a due ruote che ricorda tanto una biga romana senza cavalli uscirà di produzione. Non verrà più fabbricato. Rimarrà solo una dozzina di dipendenti dello stabilimento nel New Hampshire che gestirà le garanzie e le riparazioni dei mezzi ancora funzionanti e in circolazione.

La fine ingloriosa di questo bizzarro monopattino a due ruote sul quale bisogna state in equilibrio non ha tanto a che fare con il coronavirus, ma casomai con lo scarso successo commerciale ottenuto in vent’anni di presenza sul mercato. E non certo profetiche si sono rivelate le parole del suo inventore Dean Kamen. Tutto fiero della sua creatura, aveva pronosticato che il Segway avrebbe rivoluzionato i trasporti proprio come lo aveva fatto l’apparizione dell’automobile in un mondo popolato da carrozze a cavalli.

Gli appena 140.000 esemplari venduti in tutto il mondo hanno però sconfessato questa sua previsione. Casomai, ad aver preso piede, sono stati i monopattini elettrici a quattro ruote, più stabili e maneggevoli oltre che decisamente meno cari. Il costo di un Segway si è sempre aggirato sui 5’000 franchi, un prezzo che non ne ha di certo facilitato la diffusione, anche se in alcune nicchie ha decisamente attecchito come nel caso degli agenti di polizia in servizio in aree pedonali o nei centri commerciali, cosa questa che è accaduta soprattutto negli Stati Uniti.

Ad aver però fatto andare a gambe all’aria il Segway c’è senza dubbio il contributo del web e della pessima fama conquistata sui social. Numerosi sono i video in cui è possibile vedere sbandamenti, perdite di controllo e cadute epiche che non sempre si sono concluse con quattro risate e basta. Tra gli incidenti più tragici, va ricordata la morte del milionario britannico Jim Heselden. Aveva 62 anni quando è precipitato da una scogliera mentre era in sella a un Segway. Nel 2003, il presidente George W. Bush, è stato disarcionato dal mezzo mentre si trovava nella casa estiva dei suoi genitori nel Maine e, nel 2015, un maldestro cameraman in sella a un Segway, ha investito l’atleta giammaicano Usain Bolt mentre esultava dopo aver vinto una gara dei 200 metri a Pechino.

Tutti episodi che probabilmente hanno incrinato la fiducia nei confronti di un mezzo forse rivoluzionario, ma che non sempre si è dimostrato all’altezza di chi lo pilotava. E stando a un responsabile dell’azienda, la causa dello scarso numero di vendite, sarebbe imputabile anche a un’ingegneria troppo perfetta al punto da funzionare anche in caso di rottura di alcuni pezzi. Di sicuro un gran vantaggio per l’acquirente di un Segway ma non per l’azienda che si è trovata a che fare con la più classica delle galline dalle uova d’oro, in questo caso però, con evidenti problemi di stitichezza.

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