Swisscom, fragilità e futuro

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In un’intervista pubblicata nei giorni scorsi dal SonntagsBlick, Urs Schaeppi, l’amministratore delegato di Swisscom ha dato la sua versione dei fatti riguardo ai quattro capitomboli che la principale azienda di telecomunicazioni del Paese si è trovata a vivere negli ultimi cinque mesi. Stando a ciò che racconta Schaeppi il problema sta tutto nella complessità sempre maggiore della rete, aggiungendo una di quelle frasi che proprio non ti aspetti e che, di fatto, non possono di certo farci dormire fra sette cuscini: “ci saranno sempre di più delle panne“. Proprio così. Per la serie: utente avvisato, mezzo salvato.

Tra le notizie curiose di questi giorni c’è poi quella di una fotografia maledetta. Un’immagine capace di mandare in tilt alcuni smartphone che utilizzano il sistema operativo Android. Una specie di macumba tecnologica, assolutamente non prevista eppure letale per il vostro sistema operativo ignaro del pericolo di fronte al quale rischia di trovarsi dopo aver fatto uno di quei gesti banali, fatti e rifatti decine di volte.

problema sfondo android

Basta impostare come sfondo quest’immagine per mandare in crash il sistema. Un laghetto di montagna al tramonto che, per via delle sue impostazioni, è capace di mandare ai pazzi il vostro telefonino costringendovi, nella peggiore delle ipotesi, a resettare tutto con la perdita di tutti i vostri dati.

Un inconveniente che non è di poco conto se pensiamo a quanto la nostra vita è legata a doppio filo alla tecnologia e al suo utilizzo. Una dipendenza che, paradossalmente, ci ha reso, non certo più liberi, ma solo più vulnerabili e in balia di mezzi tanto sofisticati quanto instabili.

Le cause delle avarie sono diverse. Il solo punto in comune è che si sono prodotte durante interventi nella rete“, ha sottolineato Schaeppi. Ma a chi gli chiedeva se non era forse il caso di procedere con maggior cautela o in altro modo, il boss di Swisscom ha tagliato corto sottolineando come tali interventi sono assolutamente necessari considerando la mole di contatti con la quale giornalmente l’azienda si trova confrontata. “Ciascuno dei circa 4’000 interventi settimanali è fonte di rischio”, ha detto lui. Basta infatti un sovraccarico per mandare tutto all’aria.

Proprio così. La nostra società deve fare i conti con le reti e la tecnologia di un mondo iperconnesso, una bestiolina capace di grandi magie, ma anche di spegnersi quando meno ce lo aspettiamo. Una tecnologia bella come una farfalla, ma fragile come lo sono le sue ali. È questo il prezzo da pagare. Un prezzo che può però costarci caro. Perché un black out potrebbe arrivare nel momento meno opportuno. Quando meno te lo aspetti. Altro che efficienza e sicurezza. Il futuro viaggia a cavallo della fragilità tecnologica.

Intanto ora, dopo l’ennesima avaria della rete, un gruppo d’esperti sta valutando la stabilità del sistema e l’Ufficio federale delle comunicazioni ha deciso di esaminare la lunga serie d’inciampi e di passi falsi inanellati ultimamente da Swisscom per capire se sarà questo, sempre più, il nostro futuro. Come se non bastasse anche una commissione del Consiglio nazionale ascolterà a fine mese i vertici di Swisscom, perché rassegnarsi all’incertezza non è mai facile, ma forse, oggi più che mai, questo è davvero ciò che ci attende.