Bennet sì o no? Lega vs UDC

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In un articolo recentissimo, parlavamo di Pierino Marchesi, il presidente dell’UDC ticinese, che criticava aspramente la RSI, rea di accogliere pubblicità della Bennet e alla fine, criticando indirettamente chi la spesa la fa in Italia. 

Dunque per l’UDC, la spesa in Italia non è da patrioti. La bandiera rossocrociata dobbiamo averla anche stampata sul borsello, anche se facciamo fatica, anche se un chilo di cozze che alla Bennet paghi 2 euro da noi arriva a 12 franchi.

Voi direte, a me non piacciono le cozze. Vabbé, è un esempio, ma ne potremmo fare molti altri. Per chi non ha molti soldi in saccoccia, fare la spesa in Italia spesso non è una scelta. (leggi qui sotto)

E infatti, di altro parere è il colorito consigliere comunale di Lugano Omar Wicht, che più volte ha rivendicato il diritto a varcare il confine per fare incetta di prodotti alimentari. Lo ha ribadito ancora recentemente su Liberatv, dove scriveva: 

“ Da lunedì 15 giugno prossimo, si potrà tornare a fare la spesa oltreconfine. Sì sa, che molti ticinesi, soprattutto chi fa fatica ad arrivare a fine mese, ma non solo, dovrà inevitabilmente ripiegare per questa soluzione. (…)”

Eh già, patriottismo a parte, quando bisogna fare i conti, anche il più fedele suddito rossocrociato svisa volentieri oltreramina. D’altronde ce ne siamo accorti quando il 15 giugno si sono aperte le frontiere per vedere colare in Italia, come ghiaccioli in un daiquiri, orde ticinesi affamate di tonno Riomare, di pasta Rummo o di olio Bertolli. E mica solo i poracci si recano a fare la spesa oltre frontiera, sappiamo da fonte certa che anche Marchesi non è immune al turismo del carrello. 

Prosegue poi Wicht nel suo grazioso articoletto:

“Mi fanno sorridere molti miei colleghi politici, di qualsiasi partito che, sbraitando a squarciagola slogan del tipo: fai la cosa giusta, acquista in Ticino oppure uniti ce la faremo, salviamo l’economia ticinese. Ci mancherebbe io da vero ticinese, nato e cresciuto in questo Cantone come posso dargli torto? Ma la domanda sorge spontanea, lo Stato, il Governo, gli imprenditori e tutte queste categorie che ci supplicano di aiutare il Ticino, dove sono quando un ticinese rimane in disoccupazione o in assistenza? Dove sono quando un ticinese, figlio di genitori che han pagato le tasse per 50 anni e passa, rimane senza dignità? Io direi, si alla spesa in Ticino, ma caro Governo, pensa anche alla salute economica, lavorativa e psicologica del popolo. Sono anni che, i Ticinesi non vengono aiutati come si deve, ormai lo sappiamo il perché e il “per come”…Finché il popolo soffrirà, purtroppo, ci saranno le colonne di auto targate Ticino fuori dal Bennet.”

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