Champions, quando il calcio si fa invisibile

Di

È di qualche giorno fa la notizia che la RSI, per la stagione 2021/22, non trasmetterà più le partite di Champions League. Quella che un tempo si chiamava Coppa dei Campioni, costa troppo. E così la SSR ha gettato la spugna lasciando ad altri l’onere e l’onore di diffondere l’evento calcistico. In Svizzera, gli incontri tra le squadre più forti e blasonate d’Europa, saranno trasmessi a pagamento da Teleclub. Una storia già vista con altri eventi sportivi, in Svizzera e non solo. Hockey, Formula Uno, tennis, tanto per citarne qualcuno. Ingolositi dai soldi che è possibile fare con i diritti televisivi, puntualmente si decide di metterli all’asta, arrivando anche a racimolare cifre folli. Perfino miliardi di euro.

Ma la vera notizia non è tanto quella del non poter più vedere la Champions standosene a casa comodamente seduti in poltrona davanti alla tivù, a meno di pagare, quanto piuttosto il fatto che i bar e gli esercizi pubblici saranno a rischio denuncia se trasmetteranno le partite in diretta. Proprio così. “La diffusione dell’offerta di programmi Teleclub in locali accessibili al pubblico, come ad esempio ristoranti, alberghi eccetera non è consentita e viola le norme sul diritto d’autore”. A dirlo è la portavoce di Teleclub, Olivia Willi che, candidamente, ha ammesso: “Non deteniamo nemmeno i diritti per rilasciare delle licenze a esercizi pubblici”.

Insomma, oltre al danno, anche la beffa. Quello della partita al bar che dovrebbe essere un rito da consumarsi collettivamente verrà castrato da interessi di bottega e dall’ennesima guerra economica, in questo caso dei diritti calcistici. Il tutto consumato alle spalle, o alla faccia, di chi fino all’altro giorno gioiva, godeva e tifava per la propria squadra del cuore. A gratis. Evidentemente anche i sentimenti hanno un prezzo. Un prezzo salato da pagare. Con una bolletta che si aggiunge, a tradimento, alle altre. Perché, per assistere al più bello spettacolo del mondo, mica si può pretendere di non pagare il biglietto, no?

È questa, il più delle volte, l’unica vera spiegazione data. Intanto il mondo del calcio è un animale da baraccone pesantemente dopato dal punto di vista dei finanziamenti e, troppi giocatori, guadagnano cifre astronomiche che nulla hanno a che fare con i valori e le regole di sana etica sportiva. La marea di denaro che lambisce il calcio, l’aver estromesso il servizio pubblico per pura avidità di guadagno, non potranno che creare disaffezione verso lo sport in generale. E prime a farne le spese sono e saranno le nostre abitudini. Il piacere di coltivarle. Se la trasmissione negli esercizi pubblici degli incontri sportivi, e delle partite di Champions in particolare, è illegale, molti bar dello sport rischieranno di chiudere.

Attualmente siamo in cerca di una soluzione che possa soddisfare tutte le parti interessate” ha affermato Olivia Willi. Certo. Pagando il giusto tutto s’aggiusta. Potrebbe per esempio essere introdotto un modello che prevede delle licenze per bar, così come avviene in Germania e Oltremanica. Ma il punto non è trovare una soluzione a un problema che fino a ieri non c’era. Ciò che dovremmo chiederci è se davvero valga ancora la pena di tifare per squadre il cui unico principio è quello di vincere per accumulare ancor più denaro, avendo come eroi dei ventenni viziati. Calciatori, il più povero dei quali c’ha la villa con piscina e almeno una Ferrari. No, forse tutto questo non ha più molto senso. Perciò tranquilli, perché, a pensarci bene, ad essere diventato invisibile non è il calcio, ma la sua immagine peggiore.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!