Dicker: la Svizzera, la neve, le banche, gli intrallazzi

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Joel Dicker, la sua nuova inchiesta è nel pieno del cuore della Svizzera: le banche e le Alpi, gli intrallazzi e la neve. Con omicidio.

È uscito il nuovo libro di Joel Dicker, l’unico scrittore svizzero vivente in grado di dominare le classifiche di vendita di tutto il mondo. Nuovo titolo e … nuova affermazione globale. Oramai lui può davvero scrivere ciò che vuole e farsi leggere in ogni dove. In pochi giorni dalla sua uscita «L’enigma della camera 622» conquista le vette di vendita di tutta Europa.

L’inizio è da lasciare allibiti. Frasi, anzi: pensierini, da primo ciclo di scuola elementare:

«Erano le sei e mezzo del mattino. Il Palace de Verbier era immerso nell’oscurità. Fuori era ancora buio pesto e nevicava copiosamente».

Una frase semplice che più semplice non si può: soggetto e verbo. Un’altra frase «arricchita» da un complemento di spazio. Una terza frase, questa volta periodo, «con il lusso» di due verbi e una coordinata (…nevicava copiosamente») … È lui, è Joel Dicker e gli basta questo per rompere il ghiaccio e condurre chi legge in una storia subito avvincente, ricca di colpi di scena, ambientata nei lussi delle Alpi e… a Ginevra. I lettori che già conoscono l’autore ginevrino si trovano immediatamente a loro agio. Perché nessun altro autore sa architettare le storie come lui. Carica all’inverosimile l’aspettativa, magari proponendola con tesi e controtesi, arricchita da diversi punti di vista e frequenti cambi di prospettiva, quando non di tempo. Tutte strategie espressive che lo scrittore padroneggia al massimo livello, di più: ne sono un suo specifico, riconosciuto a apprezzato.

Dicevamo dell’aspettativa: qui si dice subito che c’è un morto ammazzato, che ci sono diverse storie che convergono su questo delitto ma … ci vogliono 450 pagine per scoprire l’identità del cadavere. E, ovviamente, per conoscere il colpevole occorre arrivare alla fine, più o meno alla pagina 622. Perché, all’interno della sinossi, anche le indagini si moltiplicano: vi è quella ufficiale della Polizia, quella individuale dei sospettati e … novità, quella dello stesso scrittore. Che questa volta si prende un po’ della scena, non evitando riferimenti autobiografici. In particolar modo relativi al suo pigmalione, all’editore che l’ha pubblicato per primo una decina di anni fa, dopo tanti rifiuti accumulati da Dicker. A Bernard de Fallois, è lui l’editore parigino, nel frattempo scomparso, viene dedicato questo libro ma anche diverse ottime pagine, va detto e sottolineato.

Grazie ad un ritmo serrato, ad un lessico semplice e a una creatività originale «L’enigma della camera 622», conquista subito il lettore e lo ammalia. È davvero difficile staccarsi da questo volume. Anche quando sembra che vi siano dei momenti di stanca, quando pare che lo scrittore «la tiri un po’ lunga» c’è sempre un piccolo dettaglio, un minimo particolare non considerato, un sorpresa che … tutto travolge e stravolge. Magari con finale di capitolo aperto, di quelli che non possono essere lasciati lì in sospeso… . E il lettore è lì, pronto a farsi tirar dentro in cronache di servizi segreti e faide familiari, eredità contese e storie di famiglie neo-aristocratiche (tutto ruota attorno alla famiglia Ebezner, che da 300 anni dirige la banca privata più esclusiva sulla piazza ginevrina, la Ebezner appunto). Poi colpi bassi, picchi di solitudine, rabbie che inducono a cambiamenti di opinione e momenti di calma tendenti al rancore viscerale. Un turbinio di emozioni alternati a fredda matematica. Con lo sfondo di ricchezze mai viste (e, si sa, queste cose piacciono). Un po’ ruffiano e tanto giocherellone, Joel Dicker ha trovato la «sua» ricetta perfetta. Senza dimenticare la passione, quella che si traduce in tante e tante ore di lavoro. Nessuno si stupisce più delle vendite colossali. Sì, Camilleri a parte, è «L’enigma della camera 622» il libro dell’estate del Coronavirus.

«L’enigma della camera 622», di Joel Dicker, 2020, ed. La Nave di Teseo, 2020, tr. Milena Zemira Ciccimarra, pag. 640, Euro: 22,00.

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