Il bergamasco salvato dalla Sicilia

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Ettore Consonni, vün de Bergum, uno di Bergamo, un miracolato dal Covid 19, ha mantenuto il suo voto. E si è stampato a sangue e inchiostro sul petto la Sicilia.

Una volta le promesse le si faceva alla Madonna per scampato pericolo. Nelle nostre chiese si trovano spesso gli ex voto, come alla Madonna del Sasso di Orselina. Manufatti d’argento o di metalli preziosi che rappresentano le varie parti del corpo “salvate” dalla Madonna: mani, piedi, teste, cuori, fegati…e chi più ne ha più ne metta.

Consonni ha voluto onorare questa tradizione popolare, tatuandosi la Sicilia e la Trinacria, suo simbolo, sul costato. Perché è stata proprio la Sicilia, quel sud dell’Italia tanto vituperato a Nord ad averlo salvato. Consonni, 61 anni, magazziniere, deve affrontare l’ordalia del coronavirus. Ammalatosi a metà marzo va in coma, la Lombardia è in quel periodo tragico di ospedali e corsie zeppe di malati, si decide allora di portarlo, con un aereo militare, fino all’ospedale civico di Palermo. Ettore non si accorge di nulla, il coma farmacologico lo mantiene in uno stato di pietosa incoscienza, non sa che rischia di soffocare lentamente nell’acqua che producono i suoi polmoni.

Ma la Trinacria, simbolo di Sicilia, la testa di gorgone alata con tre gambe, che rappresentano le tre punte dell’Isola, decide di proteggere quel figlio delle montagne bergamasche. Ettore Consonni si salva, e si sveglia a Palermo. All’inizio non ci capisce un fico secco. “Pòta!” avrà esclamato, ma perché tutti parlano terrone qui in ospedale? Scherziamo ovviamente. In realtà Consonni non si capacitava davvero del perché tutti avessero un accento siciliano, pensava fossero infermieri meridionali. Anche quando gli dissero che era a Palermo non ci voleva credere.

23 giorni ci sono voluti perché ricominciasse a respirare da solo, prima che la Gorgone lasciasse il capezzale del suo letto e gli dicesse: vai ora, cammina da solo, figlio del Nord. Ettore ricorderà sempre la Sicilia, terra dei Greci e dei Fenici, terra di fronte all’Africa che gli ha regalato una nuova vita. Ecco perché ha deciso di tatuarsela addosso.

Il tatuatore gli ha regalato il suo lavoro, non ha voluto nulla, per onorare la terra dei suoi genitori che è, guarda caso, proprio la Sicilia.

L’italia dovrebbe essere tutta così, dovrebbe ricordarsi che tutti coloro che la abitano sono discendenti dei Celti, dei Liguri, dei Sanniti, dei Latini, di greci, fenici, arabi, normanni, spagnoli.

E che il Ticino in fondo, è solo una piccola propaggine italiana in terra rossocrociata ma dal cuore profondamente italico. Consonni, vün de Bergum, ha ora tatuata sul petto l’Isola, come promesso. Ma forse porta nel cuore un tatuaggio più profondo, ricordando che ai meridionali che spesso i bergamaschi dileggiano, deve la propria vita.

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