La peste in Cina? Ma smettiamola

Di


Questo è un problema dei media. Quando un argomento tira, come oggi il Covid 19, si ipersensibilizzano e rimbalzano appena possibile notizie di morti, nuovi focolai o altre epidemie ancora più terribili. I media così diventano gli “untori mentali” che diffondono paure insensate.


Fermo restando che il Covid 19 non è un caso isolato e che bisogna abituarsi, con la globalizzazione e i trasporti veloci, a un avanzare di altre pandemie, quella della peste bubbonica di cui si parla recentemente sui media è una sciocchezza che serve solo a terrorizzare la gente. Certamente, quella della peste è una realtà che evoca cataste di morti, terrore e decimazioni di genti. Il mondo nel 1300 perse da un terzo alla metà della sua popolazione, arrestando il progresso di decenni.


Quello che molti non sanno è che la peste ha continuato a diffondersi per l’Europa e il mondo con focolai più o meno accesi nei secoli successivi, basti ricordare la peste del Seicento portata dai lanzichenecchi e raccontata dal Manzoni, che colpì duramente, tre secoli dopo, Lombardia e Ticino.

Attualmente la yersinia pestis, questo il suo vero nome, è presente in tutto il mondo a parte Europa e Oceania. Insomma, sempre c’è stata e sempre ci sarà. Parlare di qualche decina di casi in Mongolia e in Cina è ridicolo oltre che inutile. L’OMS la tiene monitorata da sempre. Tra il 2010 e il 2015, nel mondo si sono ammalate 3’248 persone, delle quali 584 sono decedute.


Un’altra cosa importante bisogna dire, per quanto in passato abbia fatto milioni di morti, la peste oggi se diagnosticata rapidamente (il suo decorso è molto veloce) può essere curata con buon successo da un semplice antibiotico.

Tradizionalmente, il farmaco usato era la streptomicina, oggi sostituita in parte da farmaci di nuova generazione come la gentamicina o la doxiciclina. La yersinia pestis, attualmente è ritenuta dall’OMS una malattia rara.


Dunque teniamoci pure la paura di prossime epidemie ma cerchiamo di piantarla di terrorizzarci come dei ragazzini che guardano un film dell’orrore. I mostri certamente esistono, ma non per forza si rintanano sempre sotto il nostro letto.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!