Lanchester e il Muro, attualissima distopia

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Un romanzo che sembra fuori tempo ma che invece si rivela attualissimo. E «parla» del nostro mondo di oggi, con le sue brame di sovranismo e la cancellazione di ogni voglia di futuro.

Ci fosse un’enciclopedia dei nostri ultimi 40 anni, il sostantivo «muro» avrebbe uno spazio consistente. Si pensi a Berlino, al capolavoro dei Pink Floyd quando comandava Waters («The Wall»), all’ennesima trovata di Trump e la sua voglia di muro con il Messico. Tanta roba, come direbbe qualcuno. E la letteratura, che dice?

Pur con la forzata esclusione dei racconti di Jean Paul Sartre («Il muro», appunto, editi nel 1939) ecco l’inquietante romanzo di John Lanchester («Il muro», ancora, scritto nel 2019 e tradotto in italiano nel 2020 per la Sellerio).

Un romanzo che angoscia perché racconta certe cose ma ne fa vivere tante altre. Siamo su di un’isola indefinita e la storia narrata è del «servizio di leva», o un qualcosa che gli assomiglia, che tutti i giovani dell’isola devono prestare a difesa «del muro». Alto 5 metri, edificato lungo tutto il suo perimetro per evitare che arrivino gli «Altri», gli «Others», i diversi, i nemici. Il protagonista, tale James Kavanagh, deve passare 2 anni (più precisamente: «729 notti!», in queste esperienze non si contano i giorni!), su questa fortezza lunga fino all’infinito. Affrontando problemi climatici (fa un freddo mai sentito) sociali e relazionali. La freddezza non è solo fisica ma pervade anche le emozioni: si vive con il sospetto incorporato, la diffidenza, la paura. Sempre con il fucile in mano e pronti a sparare sui nemici in arrivo. Mantenendo la massima attenzione anche sui presunti amici, o colleghi, magari veloci nel tradire la causa. In massima tensione continua e, se si fallisce, si viene abbandonati in mare.

Ma perché tutto questo? E come si è giunti a simile situazione ? L’origine è in un evento climatico che ha scombussolato ogni equilibrio precedente. Uno shock globale che si è trasformato in uno spartiacque tra due epoche definitivamente scollegate, un evento senza ritorno, una cesura tra le generazioni (con i genitori che si sentono in colpa e i figli che li disprezzano). L’autoisolamento delle diverse Nazioni sembra essere l’unica soluzione percorribile. Con il muro-bastione elevato a emblema, rispettato ma soprattutto temuto. Va solo difeso ad oltranza, senza alcuna spiegazione supplementare, anche a costo della vita.

Il lettore, dopo un attimo di spaesamento, capisce però che la non definizione del muro è voluta ed ha un suo preciso perché. Il «Muro» può essere ovunque. Nella già dette intenzioni di Trump ma anche in quelle di Salvini sul Mediterraneo contro i barconi dei disperati, nei motivi psicologici di fondo che hanno caratterizzato la decisione popolare sulla Brexit e nei sovranismi in Europa oggi vaganti.

Intanto la trama porta a tradimenti tra i Defender, a medaglie al valore ricevute eppoi ritirate, a piccole grandi ribellioni individuali e per motivi privati (c’è anche una storia d’amore … ), a episodi di esilio forzato e fortune, vagabondaggi in mare aperto e … . Un po’ Deserto dei Tartari e un po’ Robinson Crusoe, poi tanto Orwell e un pizzico di Swift. Una narrativa che porta con sé un gran forza. Perché mette il dito su di una piaga dolorosissima: la difesa dei ricchi contro i poveri, o disperati. Che il clima costringe a trasmigrare, costi quel che costi. Morire in casa propria senza tentare un’ultima chance? Chi non lo farebbe ?

Non casualmente scritto da un autore nato ad Amburgo ma cresciuto ad Hong Kong, poi stabilitosi in pianta stabile oltre Manica: John Lanchester è un giornalista culturale di successo, che nei precedenti romanzi ha vinto parecchi premi. Ma questo è un altro discorso, oggi noi ci si limita a consigliare «Il muro», un testo che acquista in potenza pagina dopo pagina. Fino a diventare memorabile. Bello davvero. E necessario perché mostra il mondo in una modalità che va vista, e pensata.

«Sul muro fa freddo».

Questa la prima frase del romanzo. E l’ultima.

«Il muro», di Jon Lanchester, 2019, ed. Sellerio, 2020, tr. Federica Aceto, pag. 285, Euro: 17,00.

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