Le parole che fanno la differenza

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Io non desidero un uomo che esista per me, Antonio, ma uno che esista con me. La meraviglia di una preposizione che può cambiare un intero orizzonte”. E’ una frase tratta dal romanzo di Matteo Bussola “L’invenzione di noi due”, libro recensito da un amico proprio su Gas e letto d’un fiato, perché meritava proprio.

Nel periodo che stiamo vivendo, pieno zeppo di parole, mi ha colpito questa frase. Parole scritte a volte di fretta, buttate là, senza pensare al significato, a quello che smuovono nell’anima di chi legge e di cui ci dimentichiamo poco dopo. A quanto sono importanti le parole e come dovrebbero essere rispettate, centellinate. Perché ha ragione Bussola, anche una banalissima preposizione può colorare il cielo di azzurro o di nero. Scriviamone di meno, scegliendole con cura.

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