Le patetiche storie di Fontana

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Allora riassumiamo velocemente. Attilio Fontana è Governatore della Lombardia.

Il cognato Andrea Dini e la moglie di Attilio Fontana, Roberta Dini hanno un’azienda, che durante l’emergenza Covid riceve un appalto per vendere alla Regione Lombardia, gestita da Attilio, camici per mezzo milione di euro.


La cosa si viene a sapere e ovviamente qualcuno evoca il conflitto di interesse. È giusto che la Regione Lombardia compri i camici dal cognato e dalla moglie del governatore?

Il cognato smentisce: non era una vendita ma una donazione. Peccato che la fattura fosse già stata emessa, (anche se non ancora pagata). Fontana si indigna perché viene messa in dubbio la sua integrità.


Nel frattempo Fontana fa partire un bonifico di 250’000 euro nei confronti del cognato. Che strano, sembrerebbe l’esatto ammontare del costo dei camici comprati dal cognato e “donati” alla Regione Lombardia. Insomma, mi spiace che ci hai perso, i soldi te li do io.


D’altronde 250’000 euro sono solo il 5% dei 5 milioni che Fontana ha in Svizzera e che sarebbero i risparmi di mammina da lui ereditati. Peccato che l’autorità anti riciclaggio, l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia e la Guardia di Finanza abbiano bloccato il bonifico di Fontana nei confronti del cognato per vederci chiaro.


Fontana come dicevamo, si indigna e si inalbera come uno stallone andaluso, Salvini lo difende, definendolo “povero Fontana” e affermando che avere dei sodi in Svizzera non è un reato, anche se pochi anni fa faceva ironia sui presunti soldi dei “moralisti di sinistra” in terra elvetica.

Allora riassumiamo velocemente. Attilio Fontana è Governatore della Lombardia. Il cognato Andrea Dini e la moglie di Attilio Fontana, Roberta Dini hanno un’azienda, che durante l’emergenza Covid riceve un appalto per vendere alla regione Lombardia, gestita da Attilio, camici per mezzo milione di euro.
La cosa si viene a sapere e ovviamente qualcuno evoca il conflitto di interesse. È giusto che la Regione Lombardia compri i camici dal cognato e dalla moglie del governatore? Il cognato smentisce: non era una vendita ma una donazione. Peccato che la fattura fosse già stata emessa, (anche se non ancora pagata). Fontana si indigna perché viene messa in dubbio la sua integrità.

Eppure a qualunque persona con un po’ di logica, questa storia appare chiarissima. Un bailamme di ammissioni e smentite per mascherare una storia palese. Un triste inciucio, neanche molto astuto, in cui i beneficiari di una commessa pubblica sarebbero stati il cognato e la moglie dello stesso presidente. Ci permettiamo anche di dubitare della storiella della “donazione”, avvenuta dopo che il maneggio è venuto alla luce e dopo lo “sbaglio” della fatturazione. Uno sbaglio da 500’000 euro, un po’ difficile da credere, non stiamo mica parlando della fattura della tintoria.


Di Fontana avevamo già parlato per le sue “amicizie” ticinesi, con Gobbi, Borradori e Quadri e per le sue frasi razziste prima dell’elezione a governatore

Nel frattempo, la società del cognato è stata perquisita e cominciano ad emergere delle incongruenze nelle dichiarazioni di Fontana sul conto UBS svizzero. Scrive infatti Repubblica:

“Il Governatore, nell’intervista rilasciata ieri a Repubblica, ha dichiarato che i suoi genitori non hanno mai evaso le tasse, ma come questo possa coniugarsi con la detenzione illegale di grosse cifre di denaro su un conto svizzero intestato alla madre non è chiaro. Se fossero stati soldi legalmente portati all’estero, allora non ci sarebbe stato bisogno di scudarli con i trust alle Bahamas (di cui Fontana risultava beneficiario) e di redigere una voluntary disclosure nel 2015 per regolarizzare la posizione. Un’incongruenza che non ha spiegazioni e su cui Fontana non è riuscito a fare chiarezza.”

Ma qul’è la vera provenienza dei soldi di Fontana? Da dove vengono quei milioni millantati come eredità della madre? Fontana, come dicevamo, comincia a zoppicare nelle dichiarazioni. I soldi sono solo di mamma? O anche suoi? E da dove prevengono?

Un conto dove negli anni ci sono stati parecchi movimenti, contrariamente alle dichiarazioni del governatore.

Fontana si contraddice, parla di date che vengono smentite da testimoni, ritratta e corregge. Insomma, proprio il comportamento di chi ha qualcosa da nascondere.

Ora Fontana, e mettiamo pure in un cantone tutta la sua indignazione, si manifesta per quello che è, un personaggino triste, che cade in equivoci inghippi indegni di un politico demandato a dirigere una delle più popolose e ricche regioni d’Italia. Se questo è il modo di “fare i danée” che si ha in certi ambienti, meglio sperare presto in un avvicendamento, anche se sembra che a dirigere la Lombardia, dopo Formigoni (condannato per corruzione) e Fontana (indagato) non c’è da aspettarsi granché.

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