Mattei, decidi tu chi è codardo?

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Germano Mattei, leader dell’autoreferenziale partito di Montagna viva, estromesso dal Gran Consiglio alle ultime elezioni, non smentisce la sua verve retriva. Mattei, oltre che per l’ostilità verso i grandi predatori, è noto per le sue posizioni conservatrici, omofobe ed anti islamiche. (leggi qui sotto)

Mattei comunque non si smentisce e trae spunto da un articolo in cui parla il padre della recluta morta a Isone. L’uomo ha dichiarato:

“Mio figlio è morto facendo quello che amava fare. Era determinato e motivato a finire la scuola per granatieri. Era quella la strada che ha scelto per diventare guardia di confine. Voleva dimostrare a me e a lui stesso che era in grado di farcela. E io ne sono fiero. (…)  l’Esercito per averci fornito il supporto necessario. Alle 14:00 sono arrivati da noi due colonnelli, uno psicologo, un parrocco, una recluta e un autista per sostenerci. Sono convinto che l’Esercito non debba essere incolpato per la morte di mio figlio. Io voglio ringraziarlo per il supporto dato a me e alla mia famiglia negli ultimi giorni”- e ancora- “(…)Voglio sapere perché mio figlio è morto, ma io continuerò a difendere l’Esercito. Qualsiasi sia il verdetto lo accetterò”.

Un atteggiamento più che comprensibile. Qui non è in discussione chi ama l’esercito e chi no, e il rispetto per un padre che piange un figlio deve trascendere dalle ideologie politiche. Ma Mattei inanella un suo commento, un commento stupido e che dimostra tutta la sua grettezza di pensiero:

“In un momento di tragedia e di grande prova una dichiarazione del padre che fa onore a Lui, la sua famiglia e al giovane prematuramente scomparso. Un raggio di speranza e di luce! Ne prendano atto gli sboccati smidollati.”

Come se l’onore di un padre si dimostrasse attraverso l’amore per l’esercito. Che una persona come Mattei definisca smidollato chi non è d’accordo con questa visione chiusa e retrograda del mondo fa veramente arrabbiare. È proprio questo il tipo di mentalità che serpeggia tristemente tra alcuni fautori dell’Armata: chi è contro è uno smidollato, un frocetto, un vile, uno che ha paura delle granate e che per codardia rifugge l’inquadramento nell’esercito.

Siamo onesti, a me disgusta questa mentalità. Una mentalità gretta e vetusta, che ricorda la prima guerra mondiale e le decimazioni di centinaia di soldati accusati da una gerarchia tronfia e mostruosamente insensibile di “codardia di fronte al nemico”.

Questo tipo di mentalità, che divide spesso fautori e contrari, è stupida e indegna di un Paese civile. Stupida, perché relegare il coraggio all’avere un’arma in mano denota proprio la limitatezza di Mattei e di persone come lui. Perché il coraggio ha multiformi sfaccettature e a volte si presenta dove meno ce lo aspettiamo: nel pompiere che salva qualcuno da un incendio, come in un’infermiera che per mesi ha lavorato intabarrata in mascherine, e tute senza lamentarsi, conscia del proprio ruolo cruciale. Si presenta in un immigrato che si tuffa in mare, lasciandoci le penne, per salvare un amico, o lo vediamo sotto le mentite spoglie di un bambino di sei anni che affronta un cane rabbioso per salvare la sorellina rimanendo sfigurato per i morsi.

Questa gente non fa il militare, non ha fucile o granate. Ha però un cuore coraggioso, robusto, capace di fare sacrifici. Questo è coraggio, non correre per le montagne con un fucile d’assalto e la mimetica che puzza di piscio di cane per il sudore.

E se questo Mattei non lo capisce, mi fa una grande pena. La nostra società, fortunatamente, col benessere conseguito negli ultimi decenni, ha acquisito un valore per la vita più alto rispetto al passato. La vita di Marcel il granatiere vale tanto perché insostituibile, e gente come Mattei svilisce tutta una società, facendola ripiombare indietro nel tempo, riducendo tutto a una questione di “smidollati” di gente senza midollo, senza schiena dritta, codarda e vile.

Eh no, caro Mattei, il coraggio non lo misura l’esercito e tanto meno tu. Te lo dice uno di quelli che tu ritieni smidollati perché non amano il grigioverde come una fidanzata di gioventù.

Io non so se sono coraggioso, e di certo non lo sai nemmeno tu.

Marcel è morto, suo padre lo piange, io lo rispetto anche se non condivido le sue idee.

Diverso è con te, le tue di idee le disprezzo, proprio perché creano come piace a te, delle categorie, dove il buono e il cattivo sono decisi arbitrariamente sulla base di preconcetti religiosi o autocratici.

Non è questo il mondo che ci meritiamo, diviso tra vili e coraggiosi, tra etero ed omosessuali, tra cristiani e musulmani. Mattei è retaggio di un passato brutto e disonorevole. Prima voltiamo pagina e meglio è, passando anche per le giuste critiche a un esercito sempre più inutile.

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