Meno Stato? La Francia dice “non”!

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Non è una misura solo dovuta al Covid 19, Il virus però ci ha fatto capire quanto è importante il ruolo dello Stato e che il suo intervento non può limitarsi al minimo come vorrebbero i liberisti. La Francia è un esempio lampante.

Nessuno di voi asserirebbe che il governo Macron è di sinistra. Anzi, le numerose proteste dagli statali, dei contadini e anche dei semplici consumatori, fan sì che i rapporti tra il giovane presidente e il suo elettorato non siano idilliaci. Costo della vita, scarsi aiuti sociali, salari inadeguati, fanno fermentare il pentolone della società francese.


Ecco perché lascia favorevolmente sorpresi una decisione governativa che sembrerebbe roba da Unione Sovietica, o perlomeno frutto di un governo filomarxista. 10’000 negozi nei centri cittadini saranno rilevati dallo Stato e affittati a piccoli artigiani con affitti calmierati.

Il governo affiderà alla Caisse des Dépots il compito di gestire queste piccole realtà, con lo scopo di salvare i centri cittadini (prevalentemente turistici supponiamo) dalla fuga di clienti che ormai in piena emergenza Covid si sono dati alla frenesia dell’e-commerce.


Ma non solo, il poco sinistro governo Macron sta applicando misure che molti partiti di sinistra approverebbero immediatamente, come per il commercio al dettaglio, la sospensione degli oneri contributivi e un aiuto a fondo perso per gli affitti.

Questo è pragmatismo tutto francese, che non guarda alla politica nei momenti di crisi, ma ricorda a tutti gli europei cosa è lo Stato con la S maiuscola.

Quello Stato che anche i liberisti nostrani aborrono come un ficcanaso ma che alla fine, e lo abbiamo visto anche da noi, è un salvagente insostituibile nei momenti di crisi.


L’Unione Commercianti, che conta quasi 450’000 aderenti su suolo francese, aveva chiesto al governo di sospendere almeno per un paio d’anni la costruzione di nuovi depositi per i giganti del commercio online Alibaba e Amazon, che stanno ormai divorando lentamente il tessuto dei medi e piccoli negozi, fornendo inoltre posti di lavoro poco qualificati con stipendi da fame e condizioni vergognose di ingaggio. Non solo, grazie alle loro dimensioni, questi giganti dell’e-commerce possono permettersi di proporre ai produttori condizioni capestro con percentuali di guadagno impensabili per altri intermediari. (leggi qui sotto)

Sarà la Caisse des Dépots a selezionare gli esercizi che necessitano di un intervento statale per poi proporre l’acquisizione al governo. La fuga dei piccoli negozi rischia infatti di lasciare desolatamente vuote città e paesi, con quel che ne consegue. Alla fine lo Stato francese attua una misura “marxista” per permettere una movida e un consumo tutti capitalisti, alla faccia di Bezos e compagnia bella. Perché il libero commercio ormai sappiamo cos’è, una vasca di squali che si azzannano l’un l’altro con noi pesciolini che cerchiamo disperatamente di salvarci.

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