PizzAut, la pizza dei ragazzi autistici

Di

Sappiamo bene come non tutti abbiano vissuto allo stesso modo il recente lockdown. La reclusione casalinga dovuta al Covid -19 per alcuni si è trasformata in arresti domiciliari veri e propri. È stato così soprattutto per quegli anziani che si sono visti stravolgere le loro abitudini dall’oggi al domani. Ma non sono gli unici a essersi trovati imprigionati senza preavviso tra le quattro mura domestiche. Con loro anche tanti ragazzi down e con altre disabilità che durante l’emergenza sanitaria si sono visti chiudere le porte di foyer e centri diurni.

In controtendenza a tutto ciò c’è però il progetto milanese, una prima europea, di PizzAut. La via scelta è stata quella di puntate tutto su di una pizza “inclusiva”, per dare uno spiraglio di libertà e di speranza a un gruppo di ragazzi affetti da autismo. Inizialmente il progetto PizzAut prevedeva l’apertura nella scorsa primavera di una pizzeria, di un locale vero e proprio gestito esclusivamente da ragazzi autistici e, come detto, sarebbe stato il primo anche al di fuori della città di Milano, se non si fosse nel frattempo messo di traverso il coronavirus e tutto ciò che ben sappiamo.

L’apertura era prevista per lo scorso 2 di aprile, Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo. “Non ci sembra il caso di far partire questa avventura o di festeggiare in un momento così drammatico per la nazione – è stato il messaggio con cui quelli di PizzAut avevano fatto sapere che l’apertura sarebbe stata posticipata a data da definire – Lavorare per l’inclusione vuol dire anche questo, amare gli altri e fare sacrifici per loro. In questa emergenza tutti sono invitati a rimanere a casa per evitare possibili contagi e noi vogliamo essere responsabili e non creare assembramenti potenzialmente pericolosi”.

Nel frattempo, però, i ragazzi di PizzAut non se ne sono certo stati con le mani in mano e, seppur delusi, si sono tenuti in allenamento cucinando pizze a casa per i familiari. E c’è comunque una bella notizia che, arrivata proprio in questi giorni. L’idea alla base del progetto, seppure in versione leggermente rimaneggiata a causa del coronavirus, ha visto la luce grazie a “PizzAutobus”, un food truck sul quale una decina di ragazzi prepareranno le loro pizze in un tour che, si spera, li porterà a viaggiare in lungo e in largo per la Penisola.

Non potevamo starcene con le mani in mano – ha dichiarato il creatore di PizzAut Nino Acampora – i ragazzi con autismo sono stati dimenticati durante il lockdown”. Ed ecco che, proprio per incoraggiare questi ragazzi a ripartire ritrovando l’entusiasmo e ridando loro fiducia, si è trovato il modo per potergli consentire di fare la pizza. “Quando abbiamo pensato a questo progetto – ha peraltro aggiunto Acampora – abbiamo ragionato sulla sua replicabilità, studiando le tecnologie e le attrezzature necessarie in modo che l’idea si possa ripetere in altre città d’Italia e d’Europa”.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!