Polonia: altri cinque anni di sovranisti

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È stata davvero una corsa al fotofinish, ma alla fine ha avuto la meglio il presidente polacco uscente Andrzej Duda sul suo avversario, il sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowki. Con una manciata di voti in più, il nazionalista e sovranista Duda si è riconfermato ieri alla guida del suo Paese per altri cinque anni. Mettendo in forse le già difficili relazioni con l’Unione europea.

Leva sull’elettorato ultracattolico

Andrzej Duda ce l’ha fatta al ballottaggio, battendo con 51,2% dei consensi lo sfidante Rafal Trzaskowski che ha ottenuto il 48,8% dei suffragi. Nazionalista e sovranista convinto, antieuropeista, l’esponente del partito Diritto e Giustizia ha promesso di vietare le adozioni da parte delle coppie gay e di mettere in atto altre politiche ultraconservatrici, ciò che nella Polonia ultracattolica ha fatto leva su buona parte dell’elettorato.

Ma la vittoria di Duda che guiderà per altri cinque anni il Paese dell’Est europeo potrebbe avere anche ripercussioni non da poco sulle relazioni già tese con l’Unione Europea. Ricordiamo infatti che sin dal suo primo mandato, il presidente rieletto si era opposto a tutte le politiche volte a favorire una maggiore integrazione europea sia a livello economico che sociale. Nel 2015 aveva detto di no al piano di ricollocamento dei rifugiati dell’UE e nel dicembre del 2019, la Polonia era stato l’unico Paese a votare contro il “Green New Deal”, il piano d’investimenti per le energie pulite, proposto dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen.

Una politica da continuo bastian contrario

Membro del gruppo di Visegrad, la Polonia si è anche recentemente schierata contro le attuazioni di misure comuni europee per quanto riguarda il Covid 19, come ad esempio il Recovery Fund, il fondo di recupero richiesto per arginare l’effetto devastante della pandemia. Insomma una politica da continuo bastian contrario quella di Andrzej Duda.

Negli ultimi anni il presidente polacco ha quindi esercitato un potere interno fortissimo, modificando – per assoggettarlo sempre di più al volere del suo governo – il sistema informativo della radio-televisione di Stato. È poi anche intervenuto senza remore sul sistema giudiziario, abbassando nel 2018 l’età di pensionamento per i giudici della Corte suprema e sostituendone in questo modo ben 27.

Nonostante il fatto che la Commissione Europea abbia espresso un parere negativo contro queste politiche di chiusura, nel 2018 la Polonia ha percepito dall’Unione 16,3 miliardi di euro.

Walesa: “Salviamo l’Europa dai minacciosi demoni del passato”

Purtroppo anche l’appello dello storico leader di Solidarnosc Lech Walesa non è bastato a detronizzare Duda: “Adesso come 40 anni fa dobbiamo unirci per salvare la Polonia e l’Europa dal nazionalismo, dall’odio contro le minoranze e dai minacciosi demoni del passato.”

La vittoria del sindaco di Varsavia Trzaskowski sarebbe quindi potuta essere l’occasione per inserire un europeista all’interno del gruppo di Visegrad e creare magari qualche crepa con Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Il parere di una cittadina polacca in Ticino

Abbiamo parlato di questo storico risultato con una cittadina svizzera di origine polacca che vive in Ticino da 35 anni. Ci racconta Mariola Kupejtys-Zoppellari: “Io avrei potuto votare poiché ho tutte e due le cittadinanze però per farlo dovrei recarmi fino all’ambasciata di Berna. Comunque sia avrei votato Traskowski come ha fatto la mia famiglia che vive a Varsavia poiché Duda non solo è troppo conservatore e nemico delle libertà, ma è il burattino di Jaroslaw Aleksander Kaczyński, il presidente del partito Diritto e Giustizia che detta legge!” Mariola sottolinea che ad ogni modo Duda ha vinto per un pelo e aggiunge: “Sembra che si siano stati problemi con i voti di cittadini polacchi residenti all’estero, poiché a quanto saputo non ne sarebbero arrivati in tempo parecchi dalla Gran Bretagna…” 

Mariola è cosciente del fatto che la rielezione del presidente uscente sarà un problema per le buone relazioni con l’Unione Europea: “È ovvio che la promessa fatta da Duda di vietare le adozioni da parte delle coppie gay è stata una mossa che ha convinto quella parte dell’elettorato ancorato alle tradizioni e nel cattolicesimo, lo stesso fermamente opposto all’aborto! Però lo ripeto, una buona parte dei miei concittadini, scegliendo Traskowski, aveva votato per l’apertura del Paese!”

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