Risposta a Silvia Romano

Di

Ho letto con molta attenzione l’intervista rilasciata da Silvia Romano a “La Luce” di Davide Piccardo.
Riflessioni personali, storia di un cammino intimo che non dobbiamo né possiamo giudicare.
Appartengono a Lei, al suo percorso, alla ricerca di una Fede di cui sentiva il bisogno spirituale di possedere.

Ma certe affermazioni vanno oltre il personale, diventano manifesto pubblico, teorie alle quali si vuol dare un imprimatur universale.
Dice Silvia :
” Il velo è un simbolo di Libertà, io sento dentro che Dio mi chiede di indossarlo per elevare la mia dignità e il mio onore, perché coprendo il mio corpo so che una persona potrà vedere la mia anima ”.

Lascio perdere la “vista dell’anima” e mi soffermo sul convincimento che il “velo é simbolo di Libertà”.
Affermazione quanto mai assurda e priva di ogni riscontro.
Chiedetelo alle Donne.
Quelle che vivono in Afghanistan,
Quelle che vivono in Iran,
Quelle che vivono in Arabia Saudita
Quelle che vivono nei piccoli centri rurali del Marocco, della Tunisia, dell’Algeria, della Libia,
Quelle che vivono in tutti i villaggi e i piccoli anfratti di ogni Paese arabo e musulmano.
Chiedetelo a loro se é “simbolo di Libertà”
Chiedilo a loro Silvia.

Chiedilo a Lalla Aisha, principessa del Marocco e figlia del Re Mohammed V che oso’ presentarsi davanti al Consiglio Islamico del suo Regno, senza velo, capelli sciolti sulle spalle, dicendo :
“Io sono qui oggi da Donna Libera, davanti a Voi”.
Chiedilo a Lei.

Oppure chiedilo a Atussa Tabrizi, paladina dei Diritti delle Donne Iraniane, arrestata dalla Polizia Morale a Teheran perché camminava per strada senza velo, rivendicando la sua Libertà di non indossarlo.

Chiedilo, ma purtroppo non é più possibile, a, Katia Bengana, ragazza ventenne d’Algeri, ammazzata con tre colpi in testa in una strada della Capitale perché si era rifiutata di uscire di casa col velo in testa.

Chiedilo alle Donne di Kabul costrette a coprirsi interamente sotto lunghi abiti neri dai fondamentalisti afghani, controllate ogni momento dai talebani che spiano ogni centimetro del loro corpo……Cosa fanno, guardano l’anima ?

NO Silvia, io non ti permetto di parlare per conto loro.
Tu sei “Libera” di sentirti libera col velo ma non sei affatto libera di spacciarlo per simbolo di Libertà delle Donne musulmane.

E’ un gesto di Fede, di appartenenza ad una Religione, ossequio ad una norma che impone, non é (quasi) mai una “libera scelta”.

Per quanto mi riguarda, da domani tu puoi pure andare in giro col niqab o col burqa.
E’ una tua decisione.
Ma non spacciarla per “simbolo di Libertà”.
Se proprio non vuoi (o non puoi) riconoscere che é esattamente il contrario, che é l’ennesimo insulto alle Donne, che é il penultimo affronto alla loro Libertà, almeno taci.
Abbi il coraggio di tacere.
Le Donne sopra citate ti ringrazierebbero per il tuo silenzio.

Claudio Khaled Ser

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