Ron Jeremy, da re del porno a stupratore

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Se venissero assegnate medaglie d’oro per la realizzazione dei film porno, Ron Jeremy sarebbe stato il campione di tutti i tempi.” Era questo l’incipit di un articolo/intervista del 2008 dedicatogli dalla prestigiosa rivista americana TIME. “Ron Jeremy, la mia vita da pornostar”, il titolo. Il pornoattore nel 2003 è stato perfino votato come il migliore attore porno di sempre.

Jeremy, che oggi ha 67 anni e il cui vero nome è Ronald Jeremy Hyatt, è comparso nei giorni scorsi a Los Angeles, in manette e mascherina, davanti a un giudice che lo ha formalmente incriminato di stupro e di aggressione sessuale nei confronti di quattro donne. Un reato per il quale l’ormai ex re del porno rischia una pena di novant’anni di prigione che in pratica equivale a un ergastolo.

Porn actor Ron Jeremy charged with rape of three women ...

Nato a New York, nel Queens, da una famiglia di origini ebraiche, dopo gli esordi da fame come attore teatrale, Ron decide di mandare alcune fotografie scattate insieme alla sua ragazza dell’epoca alla rivista erotica Playgirl, riscuotendo un folgorante e inaspettato successo soprattutto tra i lettori gay. Da lì è poi iniziata una brillante carriera che lo ha portato a girare più di duemila film. Tra questi c’è anche il film che lo renderà celebre soprattutto in Italia: Cicciolina e Moana “Mondiali” del 1990, in cui interpreta, in chiave parodistica, il ruolo di Maradona alle prese con Moana Pozzi e Ilona Staller Cicciolina.

Autodefinitosi “grasso, basso e peloso”, da cui deriva il suo soprannome di porcospino, Ron Jeremy inizia a fare il pornoattore nel 1979, arrivando, grazie alla sua popolarità, a essere perfino il consulente delle scene di sesso di “9 settimane e mezzo” con Mickey Rourke e Kim Basinger e del film sul mondo del porno “Boogie Nights”, del regista Paul Thomas Anderson. A riprova della celebrità acquisita anche al di fuori del mondo del porno. Di più, al culmine della celebrità, Jeremy arriva addirittura a produrre e commercializzare un rum che porta il suo nome, anche perché, in spagnolo, Ron e Rum sono la stessa parola.

Un successo che però deve avergli dato alla testa, al punto da confondere il set di un porno e le storie raccontate spesso al limite della violenza, a volte ben oltre il lecito, con la realtà. Così le diverse accuse rivolte a Jeremy temporalmente vanno dal 2014 allo scorso luglio. Due delle aggressioni sessuali avvenute in due occasioni diverse si sarebbero addirittura svolte in uno stesso bar di West Hollywood.

A riprova del fatto che, se le accuse venissero provate, l’ignobile comportamento del re del porno apparteneva a una prassi consolidata. Di chi abusava convinto che il proprio partner era solo un oggetto di piacere usa e getta, il cui consenso, pensando al sesso, risultava essere solo una pura formalità del tutto irrilevante. Nell’attesa di un giusto processo, meno irrilevante è, almeno in questo caso, la cauzione fissata per il suo rilascio: 6,6 milioni di dollari. Alla faccia delle medaglie farlocche conquistate sul campo, tra comiche scene di sesso e autopompini.

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