“Salvini, o sei gay tu o non siamo noi diversi”

Di
[In risposta a Matteo Salvini e al suo intervento di qualche ora [sabato 4 Luglio n.d.r.] fa in Piazza del Popolo dove ha urlato al mondo intero che un bimbo per stare bene ha bisogno di una madre e un padre].

Caro Matteo, questi siamo noi, due papà e due gemelli. Lei non ci conosce ma noi la conosciamo bene considerando che non perde occasione per sminuire l’identità della nostra famiglia. Allora facciamo un gioco. Noi le raccontiamo la nostra giornata tipo e capiamo quali sono le differenze tra la sua e la nostra famiglia.

Christian, quello a destra, si sveglia tutte le mattina alle 6:30 (perché è gay). Sveglia i pupi, li nutre, li lava, li veste e si prepara per andare in ufficio (perché è gay ed è abituato a fare più cose contemporaneamente). Io, quello a sinistra, mi alzo un po’ dopo (anche se sono gay pure io) perché mi occupo della poppata notturna. Faccio colazione in piedi (perché sono gay e mi piace tenermi in forma) e li accompagno al nido (perché continuo a essere gay anche dopo il primo caffè della giornata). “Quando ritorno a casa metto un po’ a posto (perché sono gay e non mi piace il disordine), dò la pappa a cani e gatti (perché si sa che noi gay abbiamo un sacco di animali) e mi metto a lavorare (perché anche noi gay di qualcosa dobbiamo pur vivere).

Prima di pranzo vado a fare un po’ di spesa (anche noi gay di solito mangiamo) e mi faccio qualcosa di veloce e leggero (perché sono gay e non c’ho voglia di sbattermi).

Verso le 14 mi preparo per andare a prendere i gemelli al nido (perché sono gay e non mi piace far tardi) e ce ne andiamo al parco o in spiaggia (perché sono gay e mi piace stare all’aria aperta).

Alle 18 Christian torna dal lavoro e prepara la cena per grandi e piccini (perché essendo gay gli piace cucinare) e verso le 19 io rincaso con i pupi (perché sono gay e cerco di rispettare gli orari della loro pappa).

Dopo cena ci mettiamo tutti sul divano a guardare i cartoni (perché siamo gay e ci piace farci le coccole) e alle 21 tutti a letto (perché si sa, noi gay siamo severi, e i bambini devono andare a nanna presto).

Caro Matteo, se le sue giornate sono fatte in parte della stessa sostanza delle nostre, le cose sono due: o sei gay pure tu, oppure il fatto che io e Christian dormiamo nello stesso letto non ci rende poi così diversi.

Caro Matteo, un bimbo ha bisogno di amore, presenza e responsabilità.
Tutto il resto è propaganda.

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