Simona Tanzini, il nome nuovo del giallo italiano

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Il nome nuovo del giallo italiano? Simona Tanzini. La casa editrice Sellerio, davvero autorevole in merito, ci scommette parecchio. Vediamo perché.

«Chi azzecca il personaggio principale è a metà dell’opera», questa la regola non scritta del genere giallo, non solo italiano. Ne sanno qualcosa Camilleri con il suo adorato Montalbano, Manzini con Rocco Schiavone, De Giovanni con Ricciardi e i bastardi di Pizzofalcone (gioca su più tavoli lo scrittore partenopeo), Nesbo con Hole, Mankell con Wallander, ecc… ecc… . Negli ultimi tempi si sono imposte quali protagoniste delle donne. Descritte da uomini, ancora De Giovanni, Costa, Connelly, ma anche e soprattutto da autrici. Si pensi a Teresa Battaglia di Ilaria Tuti (per chi scrive la più grande), alla sempre affascinante Vannina di Cristina Cassar Scalia, alla fioraia apprendista ma vincente di Rosa Teruzzi. Piccoli grandi cambiamenti nel genere.

A questo elenco va da oggi aggiunto un nome nuovo, quello di Simona Tanzini. La sua protagonista, Viola, è speciale. Un volto televisivo, giornalista, che viene trapiantata da Roma a Palermo. Una città che le pone subito seccature per il clima, con quello scirocco che dorebbe durare solo tre giorni, e se lo ripete al quinto…! Viola ha un paio di grossi problemi evidenti: una malattia degenerativa e pervasiva che la mette in difficoltà nell’ affrontare la realtà (lei la chiama «particolarità», si tratta di una specie di Asperger) e soprattutto la sinestesia, vale a dire la traduzione in musica e colori delle normali impressioni che la vita impone (vede un collega e pensa a Brahms, un poliziotto e vede tutto verde, un altro la richiama al marrone, con tutti i suoi significati annessi).

Viola, già giornalista per caso, si trova confrontata ad una situazione altrettanto fortuita: una giovane della Palermo bene viene trovata strangolata. Ennesimo caso di femminicidio? Una vendetta di mafia? Una storiaccia di famiglia che ha rovato antiche soluzioni ? Volendo o nolendo si trova ad indagare, anche perché la sua professione, con la caccia agli scoop diventata ragione di sopravvivenza, lo impone. Si sa, quando il caso ci mette uno zampino fa poi poca fatica a metterne un altro, e un altro ancora. E così Viola, ancora una volta senza alcuna sua precisa volontà, scopre che il maggior sospettato è un suo conoscente, che addirittura condivide lo stesso pianerottolo nel palazzo in cui abita. E’ un cantante con una discreta notorietà, dunque conosciuto dalla stampa. E così le tocca vestire in contemporanea diversi panni: quello della giornalista di indagine, dell’amica confidente, della consulente di comunicazione (in effetti l’indiziato numero uno ci ha messo del suo per finire al centro delle attenzioni degli inqirenti).

Non diciamo altro. Il giallo tendente alla commedia è fresco, scritto con acume e senza banalità. L’ironia è presente in ogni pagina e parecchie volte al lettore scappa un sorriso, se non una risata chiara. La Tanzini è proprio brava e non deve ricorrere a quei banali escamotages che il genere ogni tanto propone anche a vanvera (pensiamo alle parolacce ed alle scene di sesso: nulla in contrario, sia chiaro, basta che non siano gratuiti e immotivati!).

Certo per ambientazione e caratterizzazione dei personaggi il pensiero degli appassionati del genere va a tanti suoi colleghi: la malattia richiama Teresa Battaglia (l’inarrivabile eroina di Ilaria Tuti), il trasferimento da Roma in altra realtà a Rocco Schiavone (di Antonio Manzini), l’ambito professionale a Carlo Monterossi (il giornalista-autore televisivo di Alessandro Robecchi). Lei, Viola, sembra un punto di incontro di questi protagonisti, un riassunto dei loro aspetti migliori. Sembra. Poi … poi pagina dopo pagina diventa veramente lei, unica e originale. Da conoscere, cioè da leggere. Perché non le si può non voler bene.

Inoltre, ma non da ultimo, «Conosci l’estate?» (il titolo arriva direttamente da Fabrizio De André: «Quando mi chiese «conosci l’estate?»/ io per un giorno per un momento/corsi a vedere il colore del vento//» ) costituisce una bella novità nell’ambito del genere giallo. Al posto delle deduzioni logiche, delle induzioni matematiche qui si lascia ampio spazio alle percezioni, all’intelligenza emotiva.

Quando Viola sente che «si sta allargando il buio», che «lei è quella diversa», si ha la vera svolta nell’inchiesta perché lei sa che bisogna armarsi di tristezza e divertimento, malinconia ed entusiasmo, dolore e godimento. Necessari a Palermo, vera e unica «città ossimoro», con le sua ferocia e compassione, i suoi odori e profumi, insomma disillusa e ipocrita. Bellisismo esordio, non vi è nulla da aggiungere. Se non che la Sellerio, ancora una volta, ha trovato un nuovo Grande Autore. E loro lo sanno, tant’è che sulla fascetta si scrive di «prima indagine», come dire … ne arriveranno altre. Per la gioia dei lettori.

«Conosci l’estate?», di Simona Tanzini, 2020, ed. Sellerio, 2020, pag. 271, Euro: 14,00.

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