Sport: se il marcio intacca la Procura (svizzera)

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La massima di Voltaire – i monaci sono come le scimmie, piu salgono in alto, più mostrano il culo – si applica in modo mirabile all’evoluzione dello sport,  e purtroppo anche a certa nostra politica che ha concesso alle grandi Federazioni privilegi di ogni tipo, in primis fiscali, per attrarli dalle nostri parti. Siamo già sede di molti, e in parte nobili, istituzioni, perché non aggiungere anche lo sport, nuova religione dell’umanità? Come no, peccato che nel frattempo – come dicono i telecronisti quanto chiacchierano invece di commentare la palla che finisce in rete – lo sport sia passato dai sogni di fratellanza universale e di gioiosa attività ludica del pedagogo De Coubertin a un losco affare che muove miliardi: non per tutti, non per noi rossocrociati che abbiamo concesso a enti che incassano 3 miliardi di soli diritti televisivi per un mondiale come la FIFA lo statuto di “associazione sportiva senza scopo di lucro”. A tal punto disinteressati al lucro e al riciclaggio , che Loretta Lynch, ministro della giustizia USA, nel 2015 ha fatto arrestare due alti dirigenti FIFA al Dolder di Zurigo con la collaborazione del Procuratore Pubblico Michael Lauber,portandoli via come si fa con i criminali.

E lo erano. Parliamo di criminalitá economicamente: Alfredo Hewit, honduregno, in combutta con l’ex presidente del Paese Rafael Callejon distribuiva i diritti televisivi per il Nord, Centroamerica e  i Caraibi a seconda di chi gli dava più dollari da mettere in tasca, idem per il paraguaiano Juan Angel Napout presidente della Federazione Sudamericana.

Gli USA avevano il dente avvelenato perché erano convinti di avere la migliore candidatura per i mondiali del 2022 ma erano stati sconfitti dal Quatar. La FBI aveva scoperto certi vizietti del boss del soccer statunitense Chuck Blazer, che aveva altre passioni oltre a quella nobile dei gatti che teneva in una costosissima suite di un grattacielo a New York. Blazer spiffera tutto per evitare il carcere duro: per il colonnello Blatter, per Platini e Co, la pacchia è finita. Né li aveva salvati la sensazionale scoperta a posteriori che in Quatar in estate la temperatura è di 40 gradi: si rischia la morte in campo. Infatti nel 2022 si giocherà d’inverno. 

E ora il cerchio del malaffare si chiude con il nostro procuratore pubblico Lauber che getta la spugna. E dire che aveva messo le cimici in un seminterrato di Frauenfeld smascherando il sodalizio mafioso “Osso, Malosso, Carcagnosso” che si occupava di droga, usura,riciclaggio e prostituzione, anche se poi, i tipi se l’erano cavata con poco, ma questo dipende dalle nostre lacunose leggi in materia, non da Lauber. Dal procuratore invece, molto probabilmente dipende il fatto che l’allegra combriccola dei funzionari che votano a favore di un paese o dell’altro, e assegnano i diritti televisivi incassando cospicue “mazzette”, se l’è cavata grazie alla prescrizione: che nel famoso incontro con l’erede di Blatter Gianni Infantino in compagnia di 3 altri alti funzionari dello Stato si sia parlato proprio di questo? Sta di fatto che Lauber non ha aperto bocca e che nessuno ricorda nulla. Ma il Tribunale Amministrativo Federale ha decretato i 4 compari non credibili, mica erano parenti delle scimmiette che non udirono e non videro nulla. Gravi violazioni, gravi inadempienze, e bugie.

La Svizzera la pagherà con perdita di prestigio, e non potrà più fare la furba chiudendo gli occhi sulla realtà delle grandi Federazioni dello Sport che grazie alle TV e agli sponsor incassano milardi e hanno un alto potere di corruzione: non potremo più, ipocritamente, avere un vantaggio sugli altri Paesi concedendo privilegi assurdi per i nostri tempi.

Nel frattempo, il presidente Infantino che dalla finale della Champions-League a Madrid era andato in udienza privata dal Santo Padre su un jet privato d’un oligarca russo, ha portato le partite da 32 a 48 , 80 in totale, per “USA 2026”: gli incassi per diritti TV e sponsor aumentano a circa 14 miliardi, alla FIFA ne vanno suppergiù 11. Tutto alla luce del sole, come si conviene a una simpatica bocciofila senza scopo di lucro, secondo la nostra legislazione in materia.

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