Tesla batte tutti?

Di

Tesla, una tra le creature di Elon Musk, è diventata la prima società automobilistica del mondo per valore azionario, scavalcando perfino Toyota, il maggior produttore al mondo di veicoli. Oltre che di Tesla, Musk è anche cofondatore e a capo di altre tre aziende: SpaceX (viaggi spaziali e colonizzazione di Marte), Neuralink (intelligenza artificiale e interfacce neurali) e The Boring Company (tunnel e viabilità). Per Tesla, in particolare, si occupa delle fasi di design, progettazione e produzione a livello globale delle auto elettriche, delle batterie e di altri prodotti legati all’energia solare.

Elon non è uno che se ne sta con le mani in mano e a premiare la sua perseveranza, ma soprattutto il fiuto per gli affari, c’è la recente performance borsistica di Tesla che ha raggiunto un valore di 207,2 miliardi di franchi, superando la capitalizzazione di mercato del colosso giapponese rivale che ammonta a 201,9 miliardi di franchi. A rafforzare il risultato c’è poi il fatto che nell’ultimo anno il valore di un’azione dell’azienda di Elon Musk è lievitato da 230 a 1.100 dollari.

Ma perché gli investitori hanno deciso di accordare la loro fiducia a Tesla? È una domanda alla quale ha provato a rispondere più di un economista. Tra gli analisti, in diversi hanno addirittura ipotizzato che il successo finora ottenuto in borsa possa essere il frutto avvelenato di una bolla speculativa, soprattutto considerando che Tesla produce e vende molte meno auto di Toyota o di altre aziende automobilistiche sue strette concorrenti.

A rendere ancora più stupefacente il risultato ottenuto, il fatto che arrivi ad appena dieci anni dalla quotazione dell’azienda in borsa. Il secondo dato su cui riflettere è invece il divario che esiste fra Tesla e Toyota, rispetto al numero di auto prodotte a livello mondiale, nel primo trimestre del 2020 Tesla ha sfornato poco più di centomila veicoli contro i 2,4 milioni di Toyota. In pratica nemmeno il 5 per cento di quanto fa la sua rivale.

Ovviamente a premiare Tesla c’è il fatto che abbia puntato tutto sull’energia elettrica emancipandosi fin da subito dai combustibili fossili. Un segnale certamente positivo se non fosse che ad essere invecchiato non è solo il motore a scoppio, ma anche ciò che ci sta attorno. Il concetto di automobile come status symbol, figlio dell’individualismo globale che ci ha portato fin sull’orlo del baratro, è altrettanto insostenibile. Se la borsa vuole davvero scommettere sul futuro non è certo all’auto che deve puntare.

Eppure, nel cercare un modo di sopravvivere e darsi un tono, a volte basta davvero poco, basta un lifting che ci faccia sentire più giovani, malgrado gli anni passino e l’appuntamento col Tristo Mietitore si faccia sempre più stringente. I dubbi sul miracolo elettrico, anche sulla scorta delle cifre risibili che riguardano la produzione automobilistica di Tesla rimangono tutti e a questi va aggiunto che stiamo parlando di una carrozza la cui origine si perde nella preistoria. Una carrozza a motore che probabilmente dovrebbe essere ripensata nella sua essenza, incoraggiando casomai una rivoluzione che ripensi in maniera radicale la mobilità, invece di limitarsi a qualche piccolo e francamente inutile ritocco di maquillage.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!