Trump alla guida della golf car

Di

Sembrerebbe l’unica cosa che sa guidare”, ha detto la cronista della NBC Kelly O’Donnel*, riferendosi a un video su Twitter dove il presidente americano guida un veicolo elettrico nel suo Trump National Golf Club a Sterling, Virginia, a una mezz’oretta di auto dalla Casa Bianca.

Un giudizio caustico, sicuramente sostenuto da un fatto che può sembrare marginale, ma che la dice lunga sull’atteggiamento che ha il presidente americano verso il suo elettorato. Nelle immagini, il caddy, preposto al trasporto e alla consegna delle mazze, è aggrappato dietro il veicolo come una scimmia, anche se nella golf car c’è posto per due persone.

Questa immagine, un po’ triste, racconta su Trump molte più cose di quanto si vorrebbe. Provate ad esempio ad immaginarvi un Obama fare la stessa cosa.

L’arroganza del presidente statunitense e il suo disprezzo per le classi “inferiori”, al saldo di tante chiacchiere, si manifesta attraverso questi gesti, che farebbero vergognare anche altri personaggi altolocati. Lui no, impassibile, guida la sua golf car con il caddy attaccato alla scocca posteriore nello stesso modo in cui i nobili francesi giravano in carrozza con il lacché arrampicato dietro al veicolo.

E sono questi piccoli gesti di ogni giorno che fanno la differenza, che ai più intelligenti fanno capire di che pasta sia fatto un leader. Lo scopriamo quando chi comanda ha le braghe calate, ovvero quando non pensa di essere ripreso o quando non c’è dietro il suo agire lo spin doctor di turno che gli indica come fare.

È troppo facile per chiunque, anche i democratici, farsi vedere in un fast food a fare i complimenti al cuoco col grembiule mentre si addenta un panino. È nelle cose di ogni giorno, nei gesti di stizza o di fastidio, che possiamo percepire la vera essenza di una persona. Poi possiamo stabilire che a noi va benissimo, che siamo elettori di Trump e non ce ne frega niente se lui disprezza i poveri, l’importante è che a nostro parere guidi bene gli Stati Uniti.

Eppure, l’immagine e il video con il ragazzo attaccato dietro al golf car, lascia l’amaro in bocca. Poco sarebbe costato al presidente, se gliene fosse importato qualcosa, farlo sedere accanto a lui, cosa che Donald non ha evidentemente ritenuto necessaria. Una volta qualcuno disse: il mondo si divide in due categorie, quelli che al ristorante si fanno portare via il piatto dal cameriere, e quelli che glielo porgono per gentilezza. Voilà.

La caduta di Re Sole o dello zar Nicola furono frutto di circostanze economiche e sociali che, convergenti, contribuirono alla loro rovina. La certezza è anche che meno disprezzo e distanza dalle classi popolari forse avrebbe reso diverso l’epilogo delle loro vite. Fare il finto gigone col popolo oggi è più facile, ma se si legge tra le righe si coglie tutta la povertà emotiva ed empatica di un personaggio.

*Kelly O’Donnell è una giornalista politica di NBC News come corrispondente della Casa Bianca e Capitol Hill. Appare su NBC Nightly News, Today, Meet The Press e MSNBC.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!