Una lingua “a portata di mano”

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Può esistere una lingua dei segni condivisibile in tutto il mondo e facile da apprendere? A quanto pare sì, si tratta di Uniwording (www.uniwording.com), una lingua dei segni universale pensata per tutti e per ogni età, capace di aggirare perfino le barriere linguistiche, frutto di un progetto nato nel 2012 nella Svizzera italiana.

“Un giorno, uscendo dalla funicolare di Lugano, mi è capitato di notare davanti a me due ragazze che chiacchieravano fra loro molto vivacemente. Sembrava una conversazione coinvolgente per entrambe, eppure, sebbene io fossi soltanto a pochi passi da loro, non sentivo nulla.

Poi ho capito, anzi ho visto. Le due giovani, sorde, stavano usando i segni della loro lingua. Vederle ‘parlare con le mani’, con quell’armonia e quella naturalezza, era emozionante, per me. Per loro, la normalità.

L’idea è nata in quel preciso momento: poter comunicare con i segni, potrebbe un giorno diventare una possibilità per tutti?

In un futuro prossimo saremo capaci di rendere più sottili le distanze linguistiche con l’aiuto di una lingua dei segni condivisa, facile da apprendere, utile ed empatica.”

È esattamente questo l’obiettivo che si è posta Mirella De Paris, già giornalista radiofonica alla RSI, oggi presidente dell’Associazione Uniwording.

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