West, da rapper a Zio Tom

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“La Capanna dello Zio Tom” è un classico della letteratura statunitense della scrittrice Harriet Beecher Stowe. Pur essendo un romanzo abolizionista, la figura del vecchio schiavo Tom, affezionato al padrone, è passata alla storia come quella un personaggio servile e poco incline alla ribellione.

La ridicola candidatura di Kanye West, marito della celebre e formosa starlette di Instagram Kim Kardashian rappresenta proprio quello che è, la servile accondiscendenza di un nero al padrone bianco. West infatti aveva fornito già il suo appoggio a Donald Trump in passato, e la sua improbabile candidatura è uno specchietto per allodole per quegli ingenui che pensano che West, solo perché di colore, faccia gli interessi della comunità nera.

Ci immaginiamo già la “campagna di “West”, portata avanti fino a che non abbandonerà per dare il suo assist a “The Donald”, in una patetica parodia di democrazia.


La figura dello Zio Tom d’altronde, è stata sempre funzionale a strutture che fanno invece di razzismo e xenofobia la loro bandiera. Il nero servizievole è la foglia di fico che questa gente usa per ribadire che loro no, non sono per nulla razzisti.

Il perfetto esempio è il triste caso del nigeriano Tony Iwobi, fedele di Salvini e primo senatore di colore (in quota Lega) nella storia italiana. (leggi qui sotto)

Scrivevo qualche anno fa, in merito a Iwobi, prima della sua elezione:

“Tony Iwobi è nigeriano. È arrivato in Italia nel 1976 con un visto da studente, è diventato imprenditore ed è in Italia, appunto, da 40 anni. Un signore perbene con i capelli grigi. Iwobi, è responsabile federale Dipartimento Sicurezza e Immigrazione della Lega Nord. Le sue dichiarazioni non starebbero male in bocca a un Salvini o a un Borghezio. In un paradosso totale, un africano diventa fustigatore di altri africani per compiacere il suo padrone.

Iwobi è un utile idiota. Non nel senso che è idiota lui personalmente, magari è anche un tizio intelligente. È un utile idiota perché serve a Salvini per giustificare le sue azioni nefande. “Vedete? Guardate come li tratto bene io i negri, non sono razzista!” Questo servirà a mettere in difficoltà i suoi detrattori, ma farà sorridere i razzisti veneti, lombardi e piemontesi, perché lo schiavo ubbidisce al padrone e ricopre un ruolo che gli è congeniale.”


Insomma, Iwobi, gregario di chi prenderebbe a legnate tutti quelli con una tonalità di pelle appena più scura del caffelatte, è come West. Anzi, forse West è peggio, perché appartiene a quella genia di ricconi esasperati che vivono in quel mondo di rubinetterie dorate e berline di lusso piene di champagne, che disprezza i poveri e coloro che vivono nei ghetti. Per gente così il colore della pelle non conta più, contano solo l’arroganza e il colore dei dollari.


“Non dovete essere d’accordo con Trump, ma non potete impedirmi di amarlo. Siamo entrambi draghi di energia. Lui è mio fratello. Io amo tutti”


Ha dichiarato West, abituato alle provocazioni come il presidente. West è pericoloso, perché spesso si è adoperato per sostenere le questioni razziali a favore dei neri, è però anche quello che ha dichiarato nel 2018, con la consueta arroganza:


“Quando senti dire che la schiavitù è durata circa 400 anni…400 anni? Sembra una scelta. Sei stato lì per 400 anni e per te è tutto? È come se fossimo mentalmente incarcerati”.


E sì che il padre di Kanye, Ray West, è stato, ai suoi tempi, uno dei Black Panther, storica organizzazione rivoluzionaria americana per i diritti dei neri. Kanye, figlio di un egocentrismo esasperato e di un’alterigia senza pari, venne definito dall’ex presidente, pure lui di colore, Barack Obama “un asino” . Ma al saldo delle fanfaronate e delle sparate pubblicitarie, quali sono le idee politiche di West? Assurde e contraddittorie come il suo personaggio:

West potrebbe essere un perfetto campione di suprematista bianco religioso e omofobo: contrario all’aborto legalizzato e al riconoscimento delle coppie LGBT (sostiene che l’omosessualità sia causata da abusi sessuali, maledizioni e attacchi demoniaci). Antisemita, ritiene che i neri esagerino con la questione del razzismo. È favorevole alla detenzione di armi. Questo unito al culto di se stesso, lo rende un perfetto emulo e sodale con Donald Trump. Alle elezioni mancano pochi mesi comunque, la stella di West, se è destinata a brillare, lo sarà per questioni musicali e non certo politiche.

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