Cara Fathia, l’Italia non è questa.

Di

Fathia Sakrhi è un’infermiera campana di origine marocchina.

Giorni fa ha prenotato telefonicamente una camera a Imola a pochi passi dall’ospedale in cui suo fratello sta facendo una lunga riabilitazione. Finalmente riusciranno a stargli vicino, dopo mesi di distanza forzata per il Covid.

Fathia chiama due volte, e per ben due volte le viene confermata la prenotazione.

Partono in quattro, alle 3.30 del mattino, in auto, da Napoli: lei, i suoi genitori e il fratellino di 11 anni. Ma, dopo un estenuante viaggio di otto ore, si trovano davanti una signora che li squadra insospettita, confabula col marito, parlano a bassa voce, come racconta la stessa Fathia.

“Salve, sono qui per la camera” dice lei.

“Oh sì” balbetta la signora senza degnarla di un saluto. “Ma allora non siete di Napoli?!”

“Scusi, in che senso?”

A quel punto la signora glielo dice senza mezzi termini:

“Beh, lei al telefono non mi ha detto che non siete italiani”

Fathia e i suoi restano di ghiaccio, scioccati. Non riescono a credere a quello che hanno appena sentito.
Nessuno sano di mente e di cuore può credere a quello che hanno appena sentito.

Eppure è accaduto qui, a pochi passi da noi, in una terra d’accoglienza. Accade di continuo.

Alla fine, senza nemmeno fingere di dare una spiegazione, la donna chiude le porte, li manda via.
Fathia, tra le altre cose, ha pure la cittadinanza italiana da un anno e da infermiera ha salvato la vita e curato chissà quanti migliaia di italiani. Ma la donna ha deciso: “È straniera, qui per lei non c’è posto.”

Sembra l’inizio di un incubo.
Ma in breve trova alloggio, gentilezza e totale disponibilità in una camera poco distante: la cosa più normale del mondo che in Italia, nel 2020, è diventata eccezione.

Restano il dolore, le ferite non rimarginabili, la cattiveria, la follia razzista che esiste e resiste, sul cui fuoco miserabili sciacalli soffiano ogni giorno.

Ma l’Italia, cara Fathia, non è questa. Non può esserlo. Combatteremo perché non lo sia mai più.

Un abbraccio enorme.

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