Che cos’è una biblioteca vivente ?

Di


Scordatevi una polverosa fila di scaffali pieni di libri, la biblioteca vivente è un’idea viva e smagliante, una concetto così semplice e così rivoluzionario che dovremmo attuare anche da noi.


In cosa consiste? Semplice, al posto dei libri ci sono delle persone, delle storie viventi. Chi entra nella biblioteca vivente, può scegliersi una persona-libro, prenderla in prestito ed ascoltare la sua storia.

Ci sono i bibliotecari e un catalogo: “ragazza lesbica”, “buddista”, “immigrato africano”, “transessuale”, “profugo siriano”… una serie di costellazioni umane coi loro fardelli e le loro storie, dei romanzi viventi in cui il filtro della carta scompare e le parole diventano carne e sangue.


L’iniziativa, trasformatasi poi in associazione, la Human Library, nasce nel 2000 in Danimarca a Copenhagen. Un gruppo di amici, in seguito all’aggressione razzista a uno di loro, pensò che fosse necessario conoscere meglio le persone e il loro vissuto, perché umanizzandole sarebbero venute meno violenza e pregiudizio.

Per questo la biblioteca offre un’opportunità e delle esperienze uniche: poter ascoltare, a scelta, la storia e le vicissitudini della persona-libro che ci interessa. Persone che sono ben coscienti di appartenere a minoranze oggetto di pregiudizio.


Ridurre i pregiudizi, interrompere narrazioni di stereotipi, combattere l’astio immotivato, sono gli scopi primari di una struttura del genere. Un’idea, come dicevamo, semplice e al contempo rivoluzionaria.

Al momento l’organizzazione è attiva in cinquanta Paesi e alcune biblioteche, ad esempio in Corea del Sud e in Tasmania, sono permanenti – mentre altre sono allestite soltanto temporaneamente.


E se qualcuno organizzasse un’iniziativa del genere anche in Ticino? Le persone che hanno voglia di raccontare alla gente la propria storia, che vogliono trasmettere le loro esperienze e anche magari il loro dolore, sono molte più di quanto immaginiamo. Troppo spesso diamo per scontati dei pregiudizi che fanno soffrire le altre persone senza che ce ne rendiamo conto. Dare della cicciona a una persona in sovrappeso,per esempio, per quanto ci possa sembrare innocuo, può essere fonte di grande patimento. Anche perché l’abitudine reiterata a questi comportamenti, crea presso chi è oggetto di pregiudizio un accumulo di disagio che poi spesso può sfociare in depressione e nei casi più tragici nel suicidio.


Al sito che riportiamo, una più esaustiva presentazione dell’organizzazione Human Library

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!