Civiltà aliene? 36 nella nostra Galassia

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Più che per la propria Università, Nottingham, è da sempre famosa soprattutto per il suo sceriffo. Che, proprio come nel caso dell’ispettor Zenigata confrontato con Lupen III e compagni di merende, è sempre stato almeno una spanna sotto al genio criminale del suo rivale Robin Hood, il ladro gentiluomo per antonomasia, abituato a rubare ai ricchi per regalare ai poveri il suo bottino.

Ad aver dato lustro in questi giorni all’ateneo inglese e alla città di Nottingham c’è però la controversa dichiarazione di un gruppo di scienziati che hanno elaborato una sorprendente teoria sulla presenza di vita intelligente in una parte del cosmo celeste: la nostra Galassia. Uno studio pubblicato su “The Astrophysical Journal” sostiene che ci sarebbero almeno 36 civiltà che come noi umani, grazie alla stampella della tecnologia, hanno colonizzato e vivono pure loro nella Via Lattea.

Certo, la prima domanda che uno come me non può non porsi è perché 36 e non quarantaquattro come i gatti della famosa canzone, soprattutto pensando al quel film della Disney che la RTSI passava tutti i Natali: “Un gatto venuto dallo Spazio”. Ma considerando le civiltà extraterrestri intelligenti presenti nella Via Lattea, il numero scelto non è stato mica scelto a caso seguendo l’estrazione del Lotto il sabato sera su LA1. No.

Il dato di partenza, evidentemente antropocentrico, dal quale gli scienziati di Nottingham (non lo sceriffo) sono partiti è che per svilupparsi anche su altri pianeti, la vita intelligente, debba verosimilmente ricalcare le stesse condizioni presentatesi sulla Terra. Il calcolo fatto per arrivare a 36 tiene perciò conto solo di quei pianeti simili alla Terra per dimensioni, vecchi di circa cinque miliardi di anni, proprio come la Terra, che ruotano attorno a una stella simile al nostro Sole e lo fanno grossomodo alla stessa distanza.

Insomma, come se davvero bastasse solo un foglio e una penna per scrivere un romanzo di successo. O quattro ruote e un volante per dire che siamo di fronte a un’automobile. Ed è proprio per questa ragione, che partendo da parametri piuttosto fragili scientificamente, la stima fatta non ha riscosso grande entusiasmo, ma al contrario le critiche piovute sulla ricerca sono state ben più d’una.

Tom Westby, professore assistente della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Nottingham, di fronte alle critice, si subito è giustificato dicendo che: “Il metodo per stimare il numero di civiltà intelligenti si basa sul fare supposizioni sui valori relativi alla vita. Il nostro studio semplifica queste ipotesi utilizzando nuovi dati, fornendoci una stima solida del numero di civiltà nella nostra galassia”.

Ma, sul fronte opposto, l’astrofisico Ethan Siegel ha fatto notare ai colleghi pronti a sparare cifre un po’ a caso che: “La storia della ricerca di alieni intelligenti è piena di argomentazioni che traggono conclusioni basate su ipotesi infondate, e queste ultime affermazioni sono purtroppo solo un altro esempio di questo tipo di illusione”.

Quel che è certo è che in ogni caso difficilmente si potranno contare e determinare con precisione quanti siano i mondi abitati da civiltà aliene. Poiché, seppur non fossimo soli nello spazio, le distanze dalla forma di vita più simile alla nostra sarebbero comunque tali da non permetterci nessun reale contatto. Nel recente studio di Nottingham si ipotizza una distanza media tra ognuna di queste civiltà di circa 17’000 anni luce. Ecco perché, che siano 0, 17, 33, 36 o 124 la sostanza dei fatti non cambia. Nel Cosmo, soli siamo e soli resteremo.

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