Diario leghista della prigionia

Di

Diario della mia prigionia in Stato d’Emergenza. Giorno 8.

Oggi fa davvero caldo.
Attraverso le sbarre della finestra della mia casa nella quale, come il resto del popolo italiano, sono recluso da quando Giuseppe Conte ha prorogato lo Stato di Emergenza, penetrano lucenti i raggi del sole d’agosto.

E malinconicamente ripenso alle estati passate.

Penso a quando eravamo liberi di vivere le spiagge, mentre adesso il governo ci obbliga a prendere il sole in torridi box di plexiglas nei pochi lidi ancora aperti, comunque deserti.

Non che abbia visto di persona tutto questo con i miei occhi. Mica sono scemo che me ne vado in giro con lo Stato di Emergenza. Il Capitano diceva che avremmo preso il sole nei box di plexiglas e che con lo Stato di Emergenza il popolo italiano sarebbe finito ostaggio del Governo, recluso, non più libero. E io mi fido di quello che dice il Capitano. Mica sono scemo.

In tv si vedono spiagge stracolme di gente, lidi senza un posto vuoto, nessun box di plexiglas. E poi Movida ovunque, gente nelle piazze, il mio Capitano in giro per comizi che abbraccia e bacia tutti, assembramenti pure in bagno. Ma sono chiaramente immagini manipolate dalla tv di regime. Fottuti giornalisti servi del potere.
A me non la farete mai.

Giorno di prigionia 9.
Ho fame. E ho sete. Ho terminato i viveri.

Vorrei uscire per strada per procacciarmi della selvaggina, ma ho paura degli immigrati che, come ha detto il mio Capitano, sputazzano. Fottuti immigrati che sputazzano. Si aggirano ovunque come zombie. Non li vedo ma il Capitano mi ha detto che sono lì, dove meno te lo aspetti, che sbucano dall’angolo e ti sputazzano il virus addosso. Virus immigrato poi, che viene a rubare il lavoro al virus italiano. Fottuto virus straniero.

Giorno 10.
Sto per finire i soldi del bonus da 600 e da 1000 euro.
E mi si riempiono gli occhi di lacrime a pensare che anche i deputati della Lega che si sono fatti dare il bonus possano averlo terminato. Come faranno a tirare avanti? Come faranno a campare ora con i soli 12mila euro mensili che prendono da parlamentari?

Ah, destino cinico e baro. Adesso li insultano pure per essersi presi il bonus, non sapendo che sono solo vittime della trappola tesa da Conte, come ci ha ben spiegato il Capitano. Il foggiano maledetto lo sapeva che quei deputati leghisti, piegati dalla fame e dagli stenti, avrebbero chiesto il bonus. Per questo non lo ha vietato ai parlamentari.

Vittime, solo povere vittime.

Giorno 11.
Sto terminando l’inchiostro. Lo lascerò a mio nipote a cui faccio fare i compiti in una teca di plexiglas così da farlo abituare, visto che il Capitano mi ha detto che i bambini studieranno in teche di plexiglas.

E io credo al mio Capitano.
Non mi mentirebbe mai, lui. Mai.

Emilio Mola

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