Islam contro la croce svizzera? Falso!

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Torna a circolare sui social una vecchia notizia che vede coinvolta la comunità islamica e una fantomatica richiesta per far sì che venga tolta la croce dalla bandiera svizzera. Fatto vero oppure è una bufala?

La vicepresidentessa di una lobby musulmana, rappresentante della comunità di immigrati svizzeri, ha chiesto al governo di togliere dalla bandiera elvetica la tradizionale croce greca in campo rosso, giudicata discriminatoria verso altre religioni.

Questo l’inizio del testo rilanciato da diverse testate, blog e pagine Facebook svizzere e d’oltre confine. Gli articoli, spesso non firmati, sono risalenti al 2011, seppur ancora oggi vengono utilizzati per andar contro la minoranza musulmana svizzera e montare l’idea di una presunta intolleranza verso il cristianesimo -culla della cultura occidentale- e i suoi simboli.

Sarà davvero così? No, la notizia è una fake news, fondata sulla disinformazione e sulla decontestualizzazione di alcune frasi. Ma procediamo con ordine.

Informazioni traballanti e vaghe

Nell’immagine soprastante abbiamo il testo integrale, estrapolato dalla pagina Facebook “Papa Giovanni Paolo II”. La pagina, di chiaro stampo cattolico, è il primo risultato che appare se cerchiamo “togliere la croce dalla bandiera svizzera” e “Islam contro la bandiera svizzera” su Google.

Ma non solo: anche altri siti come IlGiornale, l’Occidentale, TermometroPolitico, L’IndipendenzaNuova, ImolaOggi, TicinoLive e persino Lorenzo Quadri lo ripropongo.

L’articolo è abbozzato e approssimativo. Si parla di una “lobby musulmana”, di una vicepresidentessa, definita “miss Petrusic”, di una “richiesta fatta al governo”, di una “grande mobilitazione prevista per ottobre” ma non si citano mai nomi o dati precisi. Accurati sono invece i virgolettati attributi alla Petrusic, che sembrerebbe chiedere di voler cambiare l’attuale bandiera rosso crociata – obsoleta e poco progressista -, con quella della ex Repubblica Elvetica, un tricolore verde, rosso e giallo.

Il Gas indaga

Facendo qualche ricerca sul web scopriamo, visitando il sito della Confederazione, che non è stata mai depositata nessuna iniziativa popolare nel 2011, o antecedente, volta a voler modificare la bandiera. Niente richieste fatte al governo o musulmani scesi in piazza per la raccolta firme.

Riusciamo a identificare la sedicente “lobby musulmana”, che di lobby e di musulmano ha poco o nulla. Il gruppo si chiama Second@s Plus, movimento fondato da stranieri naturalizzati, di prima o seconda generazione e attivo nell’ambito del PS cittadino della Svizzera tedesca.

Secondo è un termine utilizzato oltralpe per definire i figli degli immigrati nati e cresciuti qui. Plus gioca invece sulle immagini, il più infatti può essere visto sia come simbolo matematico, sia come croce.

Veniamo anche a sapere che la vicepresidentessa di allora è in realtà un uomo e si chiama Ivica Petrusic. Ma sono davvero sue tali affermazioni?

“Era una provocazione”

I fatti risalgono al 23 agosto 2011, quando Petrusic correva per il Consiglio Nazionale. Durante la presentazione dei candidati del Second@s Plus, l’uomo fa un’osservazione sulla città di Aarau, dove abita. “Essa fu capitale della Repubblica Elvetica e, per un breve periodo, anche gli uomini senza cittadinanza potevano partecipare alla vita politica e votare” dichiara Petrusic, che aggiunge “il diritto di voto attivo e passivo e la codecisione erano temi centrali del movimento che avevo co-fondato. La bandiera (ndr: della Repubblica) era solo un segno “patriottico locale” di un uomo di Aarau felice del fatto che la nostra città sia stata importante per la Storia svizzera.”

L’uomo interviene quindi sulla Storia della sua città, fra passato e futuro e sì, parla anche della croce svizzera e sul suo valore odierno. Ma nessuna rivalutazione, nessuna proposta per togliere la croce dal campo rosso.

Il signor Petrusic ci tiene ad aggiungere inoltre che “9 anni dopo la città di Aarau ha riconosciuto questo fatto, decidendo di festeggiare ufficialmente il 12 aprile, giorni in cui la Repubblica viene proclamata. Per me, in un certo senso, è una soddisfazione tardiva. Sono disponibile per fornirvi altre informazioni al riguardo di questo, ma non voglio fare riferimento a un testo vecchio”.

Tre settimane dopo, il 18 settembre 2011, l’Aargauer Zeitung, che costituisce la fonte primaria, intervista Petrusic sulla questione. Invece di spiegare che era un modo divertente per sollevare la questione dell’integrazione in Svizzera, l’uomo fa ulteriori osservazioni che gettano benzina sul fuoco.

Il giorno dopo, il 19 settembre 2011, il movimento Second@s Plus pubblica una nota stampa (qui) in cui afferma che si trattava di un malinteso e che nessuno voleva cambiare la bandiera.

Ma il danno era fatto. La macchina del fango aveva già accesso i motori.

La bandiera della propaganda anti-stranieri

Era iniziato tutto con uno scherzo. Una provocazione per riflettere sui valori svizzeri. Ma è bastata solo questa leggerezza per strumentalizzare le parole di Petrusic.

Primi della fila alcuni deputati dell’UDC, che non esitarono allora a montare il caso politico, speranzosi di ricevere qualche voto in più, affossando i propri avversari. Chissenefrega se falso e se questo avrebbe portato i suddetti avversari a ricevere insulti e minacce di morte.

Non è la prima volta che succede. Infatti numerose notizie, rivelatesi poi false, riportano vicende che riguardavano la comunità islamica e il suo presunto rifiuto della bandiera rosso-crociata.

La bandiera rappresenta il simbolo per eccellenza di una Nazione, racchiudendone cultura, identità e valori. È semplice quindi capire perché una certa frangia politica e mediatica la utilizzi come cavallo di battaglia per insinuare nell’elettore l’impressione di essere sempre sotto scacco dallo straniero.

Già, lo straniero, che non solo ci ruba il lavoro, donne e privilegi, ma vuole anche distruggere la nostra identità.

Ma questo non è reale. È pura propaganda anti immigrazionista, fondata su delle fake news.

Quindi, dormite sogni tranquilli cari connazionali, nessun straniero vuole bruciarci o cambiarci la bandiera. Ma attenti ai tanti politicanti -e non- pronti a tutto pur di pulirsi la bocca, sporca di menzogne, con la nostra bandiera.

Link

Pagine citate

Foto1 https://www.facebook.com/notes/papa-giovanni-paolo-ii/svizzera-la-comunità-islamica-chiede-di-togliere-la-croce-cristiana-dalla-bandie/10150326071199780/?hc_location=ufi

https://forum.termometropolitico.it/123863-ai-musulmani-da-fastidio-la-croce-sulla-bandiera-svizzera.html

https://www.ilgiornale.it/news/e-ora-i-musulmani-attaccano-croce-sulla-bandiera-svizzera.html

Pagina delle iniziativa popolari

https://www.bk.admin.ch/ch/i/pore/vi/vis_2_2_5_1.html?lang=it

Smentita di Secondo Plus e Ivica

http://ivica-petrusic.ch/blog/17-richtigstellung-second-s-plus-wollen-schweizer-fahne-nicht-abschaffen.html

Su Ivica Petrusic

Fonte primaria

https://www.aargauerzeitung.ch/schweiz/weg-mit-dem-kreuz-secondos-fuer-neue-schweizer-fahne-113290242

https://www.aargauerzeitung.ch/schweiz/ivica-petrusic-ich-erhielt-anonyme-morddrohungen-113455961

https://www.aargauerzeitung.ch/aargau/aarau/am-ostersonntag-wird-die-bevoelkerung-der-stadt-aarau-an-die-ruhmreiche-zeit-der-republik-erinnert-136279092

Fact Checking

https://www.thelocal.ch/20110928/1324

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