Perdonami, Benito

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C’è la libertà di opinione, anche se le opinioni sono quelle di una feroce dittatura. C’è gente che si appende Benito Mussolini (per il verso giusto) in casa o nel bar. Anche alle nostre latitudini ci sono i nostalgici dell’italico Duce. (leggi qui sotto)

Simpatie fasciste esternate un po’ ovunque, e che avevano fatto scalpore quando si era scoperto che anche il proprietario del poligono di tiro dove si allenava il mancato baby attentatore della Commercio di Bellinzona metteva in bella mostra, nella saletta mescita, dei cimeli del Duce. (leggi qui sotto)

Un’adorazione nemmeno tanto velata, sdoganata certamente da vent’anni di berlusconismo e dalle perniciose simpatie tra leghisti aalviniani (almeno una buona parte) e nostalgici del ventennio presieduto dal mascelluto leader.

Un altro fatto increscioso è accaduto recentemente in Italia, dove una famiglia di origine africana voleva festeggiare in un ristorante il compleanno della figlia piccolina, una bambina di due anni.

Lasciamo raccontare a Fatou Fall Mbengue, madre della piccola Anna i fatti:

“Domenica 16 agosto ci trovavamo a Rimini e dopo una giornata al mare per festeggiare il compleanno di mia figlia Anna abbiamo deciso di concludere la serata mangiandoci una pizza e un dolce in un ristorante adiacente all’hotel in cui alloggiavamo.

Dopo esserci accomodati, il cameriere arriva per prendere le ordinazioni e dopo aver scritto tutto si gira verso un quadro di Mussolini appeso alla parete e in modo frustrato facendo il saluto romano dice testuali parole
“Scusa Benito” e si allontana a testa bassa farfugliando altre cose della quale sentiamo solo “STI NE**I”

Dopo l’affermazione ritorna in sala per prendere altre comande e decido di chiedere se quello che avevo sentito era vero e lui conferma… da lì il rosso della rabbia e dell’umiliazione , davanti ai miei nipoti e i miei figli quest’uomo ha deciso di rimarcare il fatto che servire dei neri fosse una cosa degradante per il suo ristorante….”

La famiglia a scanso di equivoci è italiana e parla perfettamente la lingua, difficile pensare a un equivoco. Al ristoratore, persona triste e maleducata oltre che razzista, evidentemente i soldi dei n***i non fanno così schifo come averli a tavola.

Fatou dice di essersi accorta che in sala era appeso un quadro del Duce, avvolto nella bandiera tricolore, ma che aveva fatto finta di niente, dimostrando un’apertura mentale decisamente più ampia dell’imbecille ristoratore, “ho visto il ritratto di Mussolini ma penso che ognuno ha il diritto di avere le sue opinioni”.

Questa storia ci ha travolte, racconta Fatou sui social in un video in cui spiega quello che è successo. Lo fa ringraziando tutti per i molti messaggi di solidarietà.

“abbiamo visto che era molto incattivito e scorbutico ma per noi non era un problema, abbiamo motivato, visto che la riviera è bella piena, che fosse sotto stress per via del lavoro.” -Racconta Fatou, e prosegue- “Non mi sono sentita offesa in un primo momento come persona di colore, ma come italiana, perché Mussolini ha fatto del male principalmente agli italiani, e gliel’ho detto, gli ho detto: “lei sa quello che Mussolini ha fatto agli italiani?” E il signore continuava imperterrito a fare la sua comanda, al che ho alzato la voce e ho detto: “si deve vergognare di quello che ha detto”, e ho anche precisato che l’insulto razziale era assolutamente illegale. “Lei ci chiede immediatamente scusa e io non chiamerò i carabinieri”. Ha sentito nominare i carabinieri e allora ha detto, va bene, chiedo scusa, ma a quel punto mia sorella gli ha detto: “le scuse non bastano, ora toglie anche dalla parete la foto di Mussolini, perché è una cosa che è sbagliata.” Il signore ha preso la foto di Mussolini e l’ha tolta.”

Fatou resta interdetta, nata e cresciuta in Italia, era la prima volta che in un ristorante veniva trattata in quel modo. “ Ma la cosa che più mi ha lasciato sconvolta è stata la faccia dei miei figli e dei figli di mia sorella che sono rimasti attoniti.” Prosegue Fatou.

Fatou decide di metterci la faccia e di denunciare comunque. Creando un caso mediatico. Quando la si sente parlare vien da sorridere, pensando che almeno per questa volta, chi si è comportato in modo becero, maleducato e razzista, ha trovato pane per i propri denti. Lasciar correre è sbagliato, e il fascismo che ormai è ritornato parte integrante dell’Italia va sradicato appena possibile.

Brave a Fatou e a sua sorella per aver reagito, nonostante il rammarico e la sofferenza.

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