USA Civil War II/10

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Nota della Redazione:

Cari lettori, presentiamo, a puntate giornaliere, un’operazione audace e temeraria, quella di Alessandro Boggian (già presidente dei Verdi ticinesi), un racconto di fantapolitica che ha i giorni contati. Boggian infatti si cimenta e si lancia, spericolato narratore, nella cronaca delle elezioni americane, che avranno luogo a novembre di quest’anno. Un racconto che GAS accoglie di buon grado anche perché in grado di evocare fantasmi che dormono da decenni nelle anime delle forze progressiste mondiali.

Una cronaca che seppur nell’ambito della fantapolitica, mantiene saldo un fil rouge realistico un racconto che, nella sua agghiacciante plausibilità, fa venire i brividi e ci fa sperare che i fatti, stavolta, non sfoceranno nella fantasia come purtroppo spesso accade. Un’avvincente lettura che tiene davvero col fiato sospeso, un regalo estivo avvelenato, per tenere sveglie i nostri lettori e ricordare loro che anche nella requie agostinea, il male continua a serpeggiare infido e pernicioso nel sottosuolo della politica internazionale.

Buon divertimento.

2021 – Cronaca dell’inizio della Seconda Guerra Civile Americana (segue dalla precedente puntata: USA Civil War II/9)

Giovedì 17 dicembre

Si apre un altro fronte legale riguardante le nomine di Chad Wolf, segretario pro-tempore del dipartimento della sicurezza interna e il suo vice Ken Cuccinelli, ritenute illecite e pertanto nulle. La vicenda è estremamente complessa, ma tipica dell’amministrazione Trump che a dispetto del suo sbraitare di volere ordine e legalità, non fa altro che causare caos e infrangere le leggi. Invece di seguire la legge sulle nomine governative, che ha lo scopo di evitare soprusi e corruzione, Trump ha preferito nominare gente che si piega al suo servizio, anziché servire lo Stato. I casi Wolf e Cuccinelli non sono le uniche nomine di persone non qualificate, ma certamente le più clamorose. Tramite loro, Trump e Barr hanno potuto creare una forza di polizia parallela fatta di agenti federali di confine e di altre forze con compiti specifici quali il controllo delle accise su alcool e tabacco, la vendita di armi, la guardia costiera e il servizio segreto. Sono questi gli agenti in divise anonime comandati da Wolf su ordine di Barr che stanno pattugliando Washington ed eseguito le irruzioni dell’ufficio del procuratore Vance a New York e di altri uffici statali. Tutte queste azioni, secondo i legali del Government Accountability Office – GAO, al servizio del Congresso, sono da ritenersi illegali e pertanto nulle. Il problema è che toccherebbe allo stesso Bill Barr far eseguire le disposizioni del GAO, come chiedere alla volpe di restituire le galline ingoiate e digerite. Tutto ciò non fa che accrescere lo sdegno generale e sono ormai numerosi gli appelli di alti ufficiali militari in pensione che chiedono all’esercito di intervenire per restituire la legalità al Paese. Il Capo dello stato maggiore congiunto, il generale dell’esercito Mark Milley nominato da Trump, risponde che non è compito delle forze armate intervenire in questioni politiche. Il generale Milley è noto per avere partecipato in divisa da combattimento alla marcia in giugno di Trump verso la chiesa che si trova davanti alla Casa Bianca per fare una foto con una Bibbia in mano. La marcia causò disordini tra i manifestanti pacifici e gli agenti in divisa anonima sotto accusa da parte del GAO, che proprio in quell’occasione furono impiegati per la prima volta. Milley è anche noto in Svizzera per avere incontrato a Berna nel dicembre 2019, su invito dell’attuale capo dell’esercito svizzero Thomas Süssli, il generale Valery Gerasimov, capo dello stato maggiore delle forze armate russe.

Natale 2020

Grazie alle festività natalizie, ma soprattutto per il maltempo che incombe in gran parte degli Stati Uniti, le manifestazioni diminuiscono in tutto il Paese. E’ un Natale mesto e malinconico per gran parte degli americani. Una crescente moltitudine soffre la fame e malnutrizione, l’inflazione è galoppante, decine di milioni sono senza lavoro. In tanti muoiono di stenti e freddo dovendo vivere all’addiaccio a causa degli sfratti. Molti cercano rifugio in Canada e Messico che cominciano ad accogliere migliaia di rifugiati. La Croce Rossa Internazionale e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati – UNHCR hanno predisposto campi di accoglienza per le famiglie con bambini. Diversi miliardari abbandonano a loro volta gli Stati Uniti per località sicure, prevedendo tempi incerti.

Dal punto di vista politico, in diversi Stati cominciano a farsi strada movimenti indipendentisti. A Honolulu, il movimento per la sovranità delle Hawaii Nou Ke Akua Ke Aupuni O Hawaiʻi (il Regno di Hawai’i) capeggiato da Edmund Keli’i Silva Jr., dichiara l’indipendenza delle Hawaii con Edmund quale re. E’ un’azione velleitaria, ma popolare anche tra i non indigeni. In California il movimento Yes California rilancia una campagna per l’indipendenza, mentre nel Vermont si fanno sentire gli attivisti di Second Vermont Republic che intendono restaurare l’indipendenza dello Stato del 18. secolo quale “Svizzera del Nord America”.

Sabato 26 dicembre 2020

Colpo di scena! La giudice della Corte Suprema Ruth Bader Ginsburg viene trovata morta nel suo appartamento di New York dove è tornata dopo aver festeggiato Hannukkah coi figli e nipoti. RBG come viene chiamata dai suoi fan, aveva 87 anni ed era considerata la più progressista tra i giudici della Corte. Nominata da Clinton nel 1993, fu soltanto la seconda donna ad essere nominata alla Corte Suprema. La sua morte lascia un vuoto incolmabile per energia e competenza e quale difensore dei diritti femminili. Famosa la sua risposta alla domanda che chiedeva quando sarà finalmente sufficiente il numero di donne alla Corte Suprema, rispose: “When there are nine” – quando ce ne saranno nove, cioè tutti i membri della Corte Suprema. Appena venuto a sapere del fatto, il leader della maggioranza al Senato il repubblicano Mitch McConnell convoca i senatori per una seduta d’emergenza da tenersi il lunedì successivo. Nel frattempo si reca a Washington dalla sua Kentucky, per consultarsi con Donald Trump che ha il compito di nominare un nuovo giudice, mentre tocca al Senato confermare la nomina.

Lunedì 28 dicembre 2020

Il corpo inerme di RBG è ancora tiepido quando Trump nomina una sostituta della giudice deceduta appena due giorni prima. Questa mancanza di rispetto per la defunta, assieme al mancato ordine di disporre le bandiere a mezz’asta come è consuetudine, creano non solo sdegno nell’opinione pubblica, ma anche molta apprensione, infatti sarebbe la terza nomina alla Corte Suprema da parte di Donald Trump in meno di quattro anni, tenendo conto che il suo predecessore Barack Obama riuscì a nominarne soltanto due in otto anni. Trump nomina Amy Coney Barrett, una cattolica molto conservatrice e votata a reintrodurre il divieto di aborto a livello federale. Il senatore Lindsey Graham, presidente della Commissione giustizia del Senato americano, convoca il comitato nel pomeriggio che approva la nomina senza discussione 12 a 10, inclusi i voti dei membri repubblicani Thom Tillis della Carolina del Nord e Joni Ernst dell’Iowa, entrambi sconfitti in novembre, ma ancora in carica per altri sei giorni. I democratici protestano e annunciano che faranno mancare il quorum al Senato per il voto di conferma della nomina.

(continua..)

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