A pranzo con Benito Mussolini

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“Tanti italiani vengono massacrati ogni giorno dai Mao Mao. Piccolo Willy, ma che cazzo stavi a fare alle due di notte in giro? Se fate questa fine è normale. Per me sempre immigrato sei. Sei italiano solo se sei bianco.”

Queste sono le parole di Giorgio di Folco, sedicente blogger e candidato leghista a Cassino, sulla morte del giovane Willy Monteiro Duarte. Un altro degli sciacalli che sbeffeggiano una morte tanto inutile quanto crudele. Di Folco, come un altro leone da tastiera, Manlio Germano, si scusa balbettando e se ne scappa dai social, dopo la valanga di critiche e insulti. Perché se c’è un popolo di canaglie razziste, ce n’è anche uno che reagisce alle provocazioni. (leggi qui sotto)

E non scordiamo uno dei genitori dei presunti assassini che haveva detto “ in fondo hanno ucciso solo un immigrato”. Il problema alla fine è il substrato culturale in cui vivono questi personaggi, fatto di violenza e, soprattutto, di rievocazioni storiche legate al fascismo. Un altro esempio lo vediamo nei commenti dei fratelli Bianchi a un ragazzo egiziano, commentare è fastidioso quanto superfluo.

Una cultura che si ciba di meme e falsi articoli veicolati dai soliti siti o pagine di estrema destra gestite da farabutti, qui solo un esempio.

Ma un’altra assurda dimostrazione è un ristorante di Artena, luogo di provenienza dei picchiatori, che la dice lunga sull’atmosfera che si respira da quelle parti. Il locale si chiama “Il federale”, che non ha nulla a che fare con questioni legate a comunioni di regioni o cantoni, come da noi, ma si riferisce alla figura gerarchica del federale fascista, ovvero i capi della federazione nei fasci da combattimento di Mussolini.

Il locale, definito “storico”, è invece un tripudio e un inno al fascismo, con targhe, fotografie, manichini in divise di orbace e cimeli vari. Anche le bottiglie di vino ci impongono il faccione mascelluto del Duce mentre mangiamo la coda alla vaccinara. Un tripudio, un inno al dittatore, che oltre che dalle pareti e dai busti in bronzo, ci occhieggia anche dal giardino in un bassorilievo marmoreo. Per terminare un buon caffè, sulle bustine di nuovo l’effigie di Benito, che non abbandona mai l’avventore.

Il menù? Prosciutto al pugnale, crostini figli della Lupa, zuppa del fascio, cannolicchi del ballilla, medaglione del Duce e per un dolce epilogo, una bella torta faccetta nera, supponiamo di triste cioccolato.

Ma a lasciare di stucco sono i numerosi commenti su Tripadvisor, alcuni normalmente indignati, probabilmente di inconsapevoli avventori come questo:

“Pessimo, posto da cui fuggire. Non mi sono neanche seduta per leggere il menù, mi è bastato guardarmi intorno per decidere di andarmene. Sarebbero da denunciare per apologia del fascismo. Evitatelo !!”

Altri di un candore disarmante, ovviamente di persone che simpatizzano con la bieca e cupa ideologia:

“Incuriosito .. ho trovato questa location personale , di carattere ed atipica : rara nel suo genere ! Accoglienza , cibo , portate più che soddisfacenti ! Da provare .. ottima esperienza !”

Alcuni ci festeggiano pure il matrimonio, denotando una anomala percezione della realtà, che porta a festeggiare quello che dovrebbe essere il giorno più bello, nella tana di un’ideologia distorta:

“appena in tempo…..con mia moglie e pochi amici abbiamo deciso di festeggiare il matrimonio nel luogo del nostro primo incontro. Una cosa intima. Il pranzo è stato semplicemente meraviglioso. Che dire,dagli antipasti al dolce è stato tutto perfetto e gradito.Cibo ottimo,atmosfera storica che ti prende. Veramente nulla da eccepire. Ci ritorneremo quando finirà questa emergenza …”

L’ipocrisia nel parlare di “atmosfera storica” fa veramente venire la nausea. Poi c’è chi ci va, come i fratelli Bianchi, gli assassini, apposta con gli amici per l’atmosfera, dove le critiche non vanno ai cimeli fascisti, ma agli antipasti frettolosi:

“Il locale è decisamente come ci si aspetta,stracolmo di oggetti con il medesimo soggetto….ed è quella la caratteristica.ci siamo recati a pranzo con amici e siamo stati accolti diciamo così in un modo piuttosto insolito.la persona che ci ha preso l’ordine ha praticamente fatto tutto da solo,senza farci consultare il menù. Gli antipasti sono arrivati praticamente in 5 minuti e mi sono sembrati perlopiù avanzi impiattati per l’occasione…”

Insomma, un bel locale tipico romano, e c’è anche chi rimpiange il titolare Umberto, scomparso recentemente perché…:

“Sono tornato di nuovo perché la prima volta mi ha entusiasmato, ma ho trovato tante novità. Purtroppo il titolare è venuto a mancare, era lui che si affacciava ad una finestra che dava in sala e tranquillamente faceva un discorso alla Benito.
A parte questa scenata. Si mangia bene, prodotti tipici senza sfarzi. Se vi trovate in zona ve lo consiglio.”

Se vi trovate in zona ve lo consiglio. Peccato che Umberto non potrà più intrattenerci coi suoi discorsi di Mussolini in quella gradevole atmosfera storica fascista. Ecco, che dire, questo è il retroterra di questa gente, nostalgici di un regime che glorificava la virilità e la violenza.

E noi che ci lamentiamo per una fotografia di Mussolini alla parete (leggi qui)

Concludiamo con Emanuele, evidentemente nostalgico, che addirittura si commuove:

“Location commovente… da sogno!!!! Proprietaria cortese, donna d’altri tempi. Servizio eccellente e pietanze di qualità… prezzo ottimo… ci tornerò sicuramente e spesso… locali del genere andrebbero valorizzati al meglio sono il fiore all’occhiello della nostra amata patria!!!”

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