Grande Fratello: Leali a Mussolini

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Alla partenza del Grande Fratello Vip, trasmissione di peso e di grande arricchimento socio culturale, uno degli “ospiti” il 75enne cantante Fausto Leali, ha tessuto le lodi di Mussolini.

Senza essere dei grandi estimatori della trasmissione che ormai ci sfracella le gonadi da vent’anni (eh si gente, le accozzaglie di coatti e vip che si rinchiudono nella casa risalgono al 2000), siamo anche noi preda dei gossip, che seguono le vicissitudini degli inquilini forzati come se fosse un romanzo d’appendice.

Nella casa quest’anno, come dicevamo, tra il nutrito truppone di Vip e minivip, c’è anche l’attempato cantante. Le sue parole durante una discussione hanno ovviamente sollevato un polverone, soprattutto tra coloro che dell’antifascismo fanno un valore universale.


«Mussolini ad esempio ha fatto delle cose per l’umanità, le pensioni, ma poi è andato con Hitler. Il quale nella storia era un fan di Mussolini»


Questa l’esatta frase di Leali, rimbalzata immediatamente sui social. Discutibile l’apporto mussoliniano all’umanità. Di certo il suo contributo al suo Paese si può quantificare nel mezzo milione di italiani morti nella seconda guerra mondiale, duecentomila dei quali congelati nelle pianure russe per folli sogni di gloria del Duce. Ma discutibile soprattutto il discorso sulle pensioni, una fake news che ai fascisti piace reiterare. In realtà Mussolini non ha portato nessuna pensione. Il primo sistema pensionistico è del 1895, cioè 27 anni prima della presa del potere del fascismo. C’era il governo Crispi e tutti gli italiani ebbero la pensione dal 1919, cioè tre anni prima della Marcia su Roma.

A difendere Leali, Iva Zanicchi, e la cosa non stupisce, vista la simpatia per la destra, mai nascosta, della cantante romagnola:

“Si è espresso male, e poi quello che ha detto lo senti dire spesso anche da tanta gente”

E certo, se lo dicono in tanti alllora si può ripeterlo in televisione davanti a milioni di telespettatori.

Ma Leali, che perde il pelo ma non il vizio, solo ieri, è di nuovo scivolato, dando del “negro” al fratello di Balotelli, che è nella casa con lui. E alle rimostranze ha risposto che “negro è la razza”, e che allora lui con la canzone “Angelo negro” che deve fare, cancellarla?

Quello che però lascia una grande amarezza, è vedere come nei decenni, il fascismo, sia come movimento politico, sia come idea perniciosa di pensiero, sia stato quasi completamente sdoganato. La produzione del Grande Fratello, infatti, non ha preso nessun provvedimento nei confronti di Leali, mentre in passato, Massimo Ceccherini, che partecipava all’Isola dei Famosi, venne espulso per aver bestemmiato.

E siamo di fronte alla peggior ipocrisia filocattolica e destrorsa dell’Italia, dove si viene sanzionati per una bestemmia, mentre in Francia, lo stesso Macron ha recentemente sancito il diritto di blasfemia, in uno Stato che ha fatto dell’Illuminismo e della separazione netta tra Stato e religione un caposaldo della sua storia ed esistenza.

Parlare di Mussolini invece si può, si può dire che è stato un grande statista, che ha portato le pensioni agli italiani, che Hitler era un suo fan (peraltro vero, almeno all’inizio). Il che ci conferma tristemente che l’apologia di fascismo in Italia è una bella legge, ma viene quasi sempre disattesa, con indulgenze e minimizzazioni spesso complici. Basti solo pensare, per fare un paragone, che pochi giorni fa in Germania, 29 poliziotti sono stati sospesi e sottoposti a procedura disciplinare per aver inneggiato a Hitler, e questo non in pubblico, ma in una chat segreta.

Il ministro degli interni del Nord Reno Westfalia, l’equivalente del nostro Gobbi, ha definito la cosa “una vergogna per la polizia”. 14 agenti rischiano il licenziamento.

In Italia invece, simpatizzanti ed estimatori del Duce e del fascismo vengono sempre più allo scoperto, senza nemmeno vergogna, con la quasi certezza dell’impunità. Locali pubblici come “Il federale”, di cui abbiamo parlato recentemente, esibiscono cimeli e ricordi fascisti, inneggiano al Ventennio tra una pastasciutta e una créme brûlè. (leggi qui)

Il Federale non è solo, divenuto famoso peraltro perché ritrovo dei fratelli Bianchi, membri della banda di Artena, ora in carcere per l’uccisione di Willy Monteiro Duarte. A Roma, non sono pochi i ritrovi inneggianti al Duce e al fascismo.

L’Italia ha disperatamente bisogno di democrazia , di cultura, di scolarizzazione. Nel paese col maggior numero di analfabeti funzionali d’Europa, le destre populiste e fasciste non possono che proliferare come alghe in uno stagno. Uno stagno che comincia a puzzare di marcio.

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