Hendrix, un genio tra mito e leggenda

Di

Accadeva il 18 settembre del 1970. Ad appena 27 anni, come altre figure leggendarie della musica rock prima e dopo di lui, si spegneva la fiamma mortale del più grande chitarrista della storia, ma di certo non il suo mito. Ed è per questa ragione che, di James Marshall Hendrix detto Jimi, a cinquant’anni esatti dal quel triste giorno rimane intatta l’immagine ma soprattutto la musica, le canzoni e le esibizioni dal vivo di un alieno che con il suo rapido passaggio terreno segnerà ben più d’una generazione.

Con il suo modo assolutamente sulfureo di suonare la chitarra elettrica, frutto di un approccio da autodidatta a questo strumento e senza nemmeno saper leggere uno spartito, Jimi insieme alla Experience, a Mitch Mitchell alla batteria e Noel Redding al basso, incise nel 1967, cioè in meno di un anno, “Are You Experienced”, uno dei più grandi debutti di sempre e “Axis: Bold As Love”. Poi nel 1968 sarà la volta del suo terzo e ultimo album in studio, il doppio LP “Electric Ladyland”.

Nel 1967, quando l’America ancora non lo conosceva malgrado fosse nato e cresciuto a Seattle, fu nientemeno che Paul McCartney a raccomandarlo agli organizzatori del Festival di Monterey. Il 18 agosto del 1969 marchierà a fuoco un altro indelebile appuntamento con la leggenda: la sua esibizione a Woodstock. La versione distorta dell’inno americano che a un certo punto da inno si fa volo di elicotteri e sgancio ed esplosione di bombe sarà una delle manifestazioni di protesta più sconvolgenti di sempre. Una critica al vetriolo di quella che all’epoca era la politica e l’impegno militare del governo americano in Vietnam.

La causa della morte di Jimi Hendrix fu stabilita solo dieci giorni dopo il decesso, una volta effettuata l’autopsia. Il medico legale decretò che si era trattato d’asfissia. Soffocato dal proprio vomito durante il sonno indotto da un’overdose di barbiturici. Come tutta la sua vita, anche la sua scomparsa prematura fu oggetto, come nel caso di Jim Morrison, Elvis Presley e tanti altri, di voci e teorie al limite della follia. Più d’uno dei suoi fan raccoglierà indizi e prove per dimostrare che quel decesso era stato tutt’altro che casuale. Uno dei pilastri della tesi del complotto poggiava sul fatto che Hendrix avesse finanziato le Black Panther e proprio per questa ragione era stato costantemente tenuto d’occhio dall’FBI di J.Edgar Hoover.

Quello che è certo, è che Jimi, proprio come Kurt Cobain ed Amy Winehouse in tempi più recenti, è stata una tra le vittime più illustri di un mondo discografico senza scrupoli, capace di fagocitare tutto e tutti. Un mondo che, grazie a contratti capestro, lo avrebbe spremuto e sfruttato senza pietà, costringendolo a una serie disumana e massacrante di concerti che, proprio come era prevedibile, lo avrebbero visto cedere e soccombere prematuramente, facendone al contempo un’icona senza tempo e un’immortale divinità del rock.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!