La Bizzarri-umanità

Di


“Io sono favorevole a regole ferree per l’immigrazione. Ferree. Australiane.

Però lì sotto il telo bianco c’è un morto.
Era un padre, un figlio, un fratello.
Se tu, per solleticare il tuo elettorato, quest’uomo morto lo chiami “turista per sempre” manchi di rispetto a tuo padre, tuo figlio, tuo fratello, manchi di rispetto a te stesso.”


Luca Bizzarri ci ha abituati alla risata. Insieme a Paolo Kessisoglu ci ha presi in giro, ha sbeffeggiato tutti e tutto, con il suo eloquio mitragliante ci ha permesso di vivere attimi di allegria, ma ci ha anche abituati al suo sarcasmo, tipicamente ligure, schietto e letale come la lama di un coltello per aprire le cozze.


Mi sono soffermato su questo post, pubblicato sui social. Luca è un radicale, ha sempre simpatizzato per Emma Bonino. I radicali sono dei rompiballe galattici, vero, e in fondo hanno qualcosa di anarchico, il che li rende congeniali a una personalità come quella di Bizzarri. A loro però, riconosciamo anche quella coerenza suicida che non gli ha mai permesso di salire più di quel tanto nelle percentuali di gradimento.

Una coerenza che molti di noi non capiscono, soprattutto quando è portata agli estremi.


Luca ha idee schiette e pragmatiche come l’anima ligure e dolci come il dialetto della repubblica marinara. Perché Genova è da sempre un porto di genti, dove la multietnicità fa parte del tessuto sociale da secoli.

Nelle parole dure di Bizzarri, dure e oneste, c’è il sunto di una lealtà umana che troppi hanno perso. Perché per quanto tu sia di destra e anti-immigrazione, c’è una dignità che dovresti mantenere, una dignità che prescinde dalle idee e che deve perlomeno avere pudore della morte. Gioire della morte altrui, farci battute, soprattutto quando i morti sono dei poveri disgraziati è da infami, ma soprattutto è da poverini.

Perché una volta tolto il velo rosso della rabbia per parole ignobili o risate fuori luogo, rimane la pena per persone incapaci di provare empatia, intruppate in un solco odioso e perverso, abituate a scattare come cani di Pavlov allo schioccare di frusta di un leader più ignobile di loro.


Essere di destra non vuol dire automaticamente essere stronzo, ricordatevelo. Ci sono persone di destra che non indulgono come sardine in fregola a rotolarsi sghignazzanti nel dolore e nelle morte altrui. Troppi però lo fanno, guidati dai soliti farabutti che ben conosciamo, sia in Italia che da noi.


Un grazie a Luca per le sue parole oneste, per averci ricordato che si deve pietà a chiunque, perché sotto quel lenzuolo, assopiti per sempre, ci sono desideri, sogni, sentimenti e non solo carne che sta per andare in putrefazione.

Mantenere saldi i propri principi di donne e uomini ci rende speciali, certo. È difficile e faticoso, sarebbe facile fare i pecoroni e non pensare a nulla, seguendo solo il grosso dito di chi ci indica chi e cosa odiare. Non odiare richiede impegno, fatica, studio, informazione. Non odiare è una strada tortuosa e piena di insidie.

È una strada fatta solo per vere donne e veri uomini.

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