Le orche diventeranno davvero assassine?

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Una notizia che è passata abbastanza in sordina, parla di recenti e numerosi attacchi di orche (Orcinus orca) a imbarcazioni. Un unicum, una cosa rara, le orche infatti, nonostante il nome spaventoso e le dimensioni (fino a 8 metri e a 3 tonnellate e mezza), non hanno in passato mai attaccato l’uomo né i natanti.


E si tratta proprio di attacchi, non di equivoci. Nell’ultimo assalto, a La Coruña, in Spagna, un cetaceo si è accanito contro una barca colpendola almeno 11 volte e danneggiandone il timone.

La comunità scientifica è logicamente sconcertata, anche perché le orche, sono infatti tendenzialmente poco o nulla aggressive nei confronti dell’uomo o perlomeno ,lo erano fino a poco fa.

A essere coinvolte sarebbero un gruppo di orche nello stretto di Gibilterra, che hanno attaccato barche spagnole, portoghesi e francesi. I biologi stanno cercando di capire cosa abbia potuto portare a questo atteggiamento. Leggiamo direttamente da RAI News:

“Il 29 luglio scorso nove orche hanno attaccato una barca a vela di 14 metri davanti a Capo Trafalgar, nel sud della Spagna, speronandola per più di un’ora mentre comunicavano tra loro con forti fischi. La notte precedente era stata attaccata una barca a vela di 12 metri di proprietà di una coppia britannica, mentre poche ore prima la stessa sorte era toccata a una barca di 10 metri.”


Eppure un brivido lungo la schiena viene se ci mettiamo a sfogliare “Il quinto giorno”, l’intrigante best seller di Peter Schätzing, uscito nelle librerie una quindicina di anni fa (nel 2004) e subito diventato un caso letterario.

Nel libro, che affronta i disastri che si susseguono al riscaldamento climatico, si trova anche un rimando a una “ribellione delle creature marine”, leggiamo dalla trama, riassunta in poche righe:

“Il romanzo tratta di una crisi globale venutasi a creare a causa di alcuni eventi inspiegabili causati dal mare. In Europa e in America scoppia una pandemia, compaiono nuove specie di vermi che iniziano a corrodere gli idrati di metano sottomarini e gli animali marini, come le orche, le meduse e i granchi, attaccano navi e coste bloccando il commercio marittimo globale. Molti scienziati vengono a confrontarsi con la crisi, ma uno di loro, il biologo marino Sigur Johanson, ha un’idea, chiamata il quinto giorno che spiegherebbe tutto ma metterebbe anche in dubbio il dominio dell’uomo sulla Terra e numerosi preconcetti umani, derivanti sia dalla scienza, che dalla religione.”

Il libro di Schätzing è scorrevole e coinvolgente oltre che paurosamente affascinante. Ed è un libro ancora più attuale, che dovrebbe farci riflettere, soprattutto dopo le proteste per il clima e ora che la rivoluzione verde sembrerebbe aver preso avvio. Shätzing e le sue orche, ci mettono di fronte al disastro imminente, disastro per cui c’è in atto una ribellione, e in cui scopriamo di non essere “soli” come pensiamo.

Ecco, dunque, non è per essere allarmisti eh?.Di sicuro le orche iberiche hanno i loro motivi per diventare antipatiche, certo è che se ci aggiungiamo pure la pandemia come nel libro di Schätzing, qualche moto d’ansia viene. A pensar male si fa peccato ma di solito ci si azzecca, vero? Scherzi a parte, sarebbe importante capire il perché dell’atteggiamento di questi cetacei, solitamente mansueti con l’uomo. Non solo per sicurezza nostra, ma perché abbiamo una responsabilità, volenti o nolenti, nel cercare di raddrizzare le storture di cui siamo per buona parte responsabili.

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