Louise Michel, l’opera più bella di Banksy

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La cultura è fredda, asettica e l’arte astratta. Ma chi lo dice? L’arte non salva solo le anime, ora, praticamente, anche delle vite umane. Come riportato dal Guardian, il 27 agosto, 89 persone sono state salvate nel Mediterraneo grazie alla nave Louise Michel, acquistata e finanziata a partire dallo scorso anno da Banksy, il misterioso artista. La barca, una motovedetta civile dipinta dall’artista di rosa shocking e che raffigura una bambina aggrappata a un salvagente a forma di cuore, è stata pensata per il soccorso dei migranti nel Mediterraneo.

Dona con il cuore

Ma partiamo da lontano. “Choose Love” è un progetto ideato nel 2017 dall’associazione umanitaria “Help refugees”, nato per aiutare i migranti che arrivano in Europa e hanno bisogno tutto a partire dai generi di prima necessità. Il 27 novembre 2017 nasce a Londra il primo negozio dedicato alla vendita di prodotti utili alle persone che scappano dalle guerre, dallo sfruttamento e dalle torture. Nel primo anno il progetto ha fornito 800’000 pasti caldi, più di 3’500 pernottamenti e 25’000 articoli invernali essenziali, come coperte, zaini per la scuola, scarpe, calze, guanti e attrezzature mediche. Nel 2018 l’organizzazione ha perfino aperto un negozio a New York. Quando si decide di comperare qualcosa sul sito “Choose love”, l’ordine viene utilizzato per finanziare l’acquisto, il trasporto e la distribuzione di un oggetto o un servizio in uno degli ottanta progetti seguiti dall’associazione in Grecia, Italia, Bosnia, Iraq, Libano, Serbia e Regno Unito. Ad esempio, se si donano 5 sterline per ingredienti pasto, questi vengono utilizzati per fornire frutta fresca, verdura e cibo secco per una famiglia in Grecia, tramite “The food project” associazione umanitaria di scambi che opera praticando un’agricoltura sostenibile.

Nuove frontiere dell’arte

Vi ricordate della vendita all’asta online indetta nel 2018 da Banksy proprio sul sito di “Choose Love”? “Se doni due euro ai migranti puoi vincere un’opera di Banksy a patto che indovini il peso” recitava il regolamento dell’iniziativa che ha messo all’asta una sua opera “How heavy it weighs” del 2015, che faceva parte di “Dismaland”, l’installazione del parco dei non divertimenti che ritrae un barcone di migranti controllato da remoto. Ebbene con quei soldi, nel 2019 il più famoso e misterioso street artist inglese ha acquistato un vecchio mezzo della guardia costiera francese lungo 31 metri, più piccolo, ma anche più veloce delle imbarcazioni solitamente utilizzate dalle ONG e capace con i suoi 27 nodi di superare la famigerata guardia costiera libica e di recuperare i migranti prima che salgano sulle barche che li riporteranno nei campi di detenzione. Il writer ha poi scritto a Pia Klemp, ex capitana di varie imbarcazioni per il salvataggio dei migranti. “Ciao Pia, ho letto la tua storia sui giornali. Sembri una tipa tosta, io ho lavorato sulla crisi dei migranti e non posso tenerli questi soldi. Vorresti usarli per una barca o qualcosa del genere? Ottimo lavoro comunque. Mi faccia sapere per favore”. E così Pia Klemp, che inizialmente pensò a uno scherzo, accettò di capitanare la barca umanitaria griffata dall’artista.

Provocazione intelligente

Come molte persone di successo ho comprato uno yacht per navigare nel Mediterraneo” dice ironicamente il disegnatore di graffiti e continua: “Ho comprato una nave perché la UE ignora le richieste di soccorso dei non europei”, e qui nel filmato che ha caricato su Youtube, si vede un funzionario che dorme, ignorando deliberatamente le richieste di soccorso. Ed è per questo motivo che l’artista ha deciso di far salpare la sua opera più bella, la barca umanitaria Louise Michel, così battezzata in onore dell’anarchica femminista e rivoluzionaria della Comune di Parigi nel 1870. La nave batte bandiera tedesca con un equipaggio di dieci persone tra donne e uomini di diverse nazionalità ed è capitanata da Pia Klemp che dichiara di non considerare il salvataggio in mare, come una semplice azione umanitaria, “ma parte di una lotta antifascista”. La barca, interamente finanziata dall’artista, è partita in gran segreto da Burriana, un porto vicino a Valencia in Spagna e si trova ora nel Mediterraneo centrale, assieme alla Sea Watch 4, altra ONG tedesca, alla Mare Jonio, l’unico vascello umanitario con bandiera italiana e al veliero Astral, ONG spagnola di Open Arms. Gira in mare in cerca di migranti da salvare e di un porto sicuro dove poter attraccare. ”Così salvo le vite dimenticate dall’Europa” commenta l’artista che non vuole stare nei musei. E pensare che noi ci ostiniamo a definirle opere d’arte astratta.

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