Malattia: paura e sollievo

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Ricevo l’invito allo screening mammografico, ormai faccio parte della categoria a rischio. Conosco la prassi: appuntamento, mammografia, risultati per posta qualche giorno dopo e poi via archiviare il tema per i successivi due anni. Ma questa volta no, la lettera non arriva. Mi chiama invece la mia ginecologa: “c’è un’alterazione, le fisso un appuntamento per altri esami, ancora in settimana…”. Lo ammetto, alcuni passaggi non li ho ascoltati bene. Ho preso nota, l’ho salutata e ho attaccato frastornata. In un momento tutto è cambiato. A nulla è valso dirmi di stare tranquilla, non sarà nulla, andrà tutto bene, l’ansia ha cominciato a crescere fino al giorno degli altri esami, quando finalmente la ginecologa ha confermato: “tutto bene, signora, stia tranquilla”. Solo lì ho ricominciato a respirare e a rendermi conto della mia fortuna: sono sana e posso contare su bravi medici che si occupano di me. Oggi, vi assicuro, la luce è più brillante che mai.

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