Mascherine e il diritto alla faccia tosta

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Nel centro di Altdorf, la cittadina capitale del Canton Uri, uno dei tre cantoni primitivi che hanno dato il LA alla Svizzera, è andata in scena una di quelle proteste che negli ultimi tempi si sono viste un po’ ovunque nel mondo. Sabato, un corteo di circa trecentocinquanta persone, è sceso in piazza in segno di protesta per denunciare le limitazioni alla libertà individuale imposte dalle autorità in nome del contenimento della pandemia di Covid-19 e, in particolare, per dire la propria riguardo all’obbligo di mascherina. Proprio così, visto che certi imbecilli negazionisti continuano a sostenere che le mascherine non servono a nulla, ma sono al contrario solo un vettore di contagio o peggio un modo con il quale i potenti della Terra hanno deciso di tapparci la bocca.

Che la mascherina possa essere vissuta come una limitazione alla nostra libertà personale è francamente discutibile. Se davvero lo è, è un po’ come per un bambino di quattro anni che si vede costretto dai genitori a lavarsi i denti tre volte al giorno dopo aver mangiato, per evitare che il dentista debba poi rimediare magari con una parcella salatissima. L’obbligo d’indossare la mascherina andrebbe vissuto come quello che ci vede allacciarci la cintura ogni volta che ci mettiamo al volante oppure rispettare i limiti di velocità sulle strade. Di questo stiamo parlando. Del buon senso applicato al rispetto delle regole che fanno sì che le nostre strade non si trasformino in un mattatoio e le nostre automobili siano sempre meno delle bare d’acciaio.

Eppure, ogni volta di fronte a una misura presa per la salvaguardia del bene comune o della salute della collettività c’è immancabilmente il pirla di turno che ha qualcosa da obiettare. In nome di che cosa? Della libertà personale e della sua privazione. Intendiamoci, a volte il limite è sottilissimo e, per alcune misure val davvero la pena indignarsi e scendere in piazza, ma non stavolta. Non quando la misura di cui stiamo parlando è il male minore, sempre che di male si possa parlare quando ci si riferisce a una mascherina o a una cintura. Ad Altdorf, la manifestazione che era stata peraltro autorizzata si è svolta pacificamente, ma nessuna delle norme utili a contenere la pandemia è però stata rispettata.

Ecco perché la polizia, che ha notato tale atteggiamento da parte dei dimostranti, si è riservata di sporgere denuncia al ministero pubblico per inosservanza delle regole alle quali avrebbero dovuto attenersi. Perché il diritto a manifestare ci sta tutto, quello del vantarsi della propria faccia tosta un po’ meno. Del resto il limite che separa un adulto responsabile da un bimbo ribelle e indisciplinato è davvero sottile sottile. Ed è anche questa la ragione per cui il vivere comune è regolato da direttive e leggi precise e non lasciato alla mercé della buona volontà comune. Perché di fronte ad adulti egoisti e irrispettosi di un bene prezioso come dovrebbe esserlo la vita, davanti a chi ancora fa i capricci e preferisce il rischio del Covid invece che fare un piccolo piccolissimo sacrificio, non c’è scusa che tenga, tantomeno quella del far sapere a tutti di essere un kamikaze convinto.

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