Nonne coraggio di Bielorussia e India

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In questi giorni la stampa mondiale parla di loro: hanno rispettivamente 73 e 82 anni. La prima è bielorussa, la seconda indiana. Si chiamano Nina e Bilkis, sono le “Nonne coraggio” che nei loro Paesi stanno sfidando i loro governi. Nina è stata arrestata alcuni giorni fa in una manifestazione di protesta a Minsk contro il presidente Lukashenko, Bilkis è stata inserita dal Time della sua classifica annuale delle cento persone più influenti del mondo.

“Dadi”, un’icona in India

Bilkis è l’esponente di spicco di un gruppo di donne che da alcuni mesi a questa parte sta protestando pacificamente contro la controversa legge sulla cittadinanza del governo del primo ministro Narendra Modi. L’anziana donna, sopranominata “Dadi” che significa giustamente “Nonna” in lingua hindi è diventata un’icona nel suo paese e ciò le è valsa la nomina nella prestigiosa rivista americana.

Va detto infatti che Time ha messo al bando dalla sua tradizionale classifica annuale i capi di Stato, gli amministratori delegati di grandi società oppure i grandi nomi dello spettacolo. Per la lista dell’anno 2020, il giornale ha privilegiato gente che finora era rimasta nell’ombra ossia chi opera nelle corsie degli ospedali, chi salva vite oppure chi, come la nonnina indiana ultraottantenne guida movimenti e innalza gli spiriti.

A firmare il ritratto di Bilkis nel settimanale statunitense è stata la giornalista indiana Rana Ayyub che ha definito l’83enne manifestante “la voce dei marginalizzati che ha dato speranza e forza agli attivisti e ai leader studenteschi gettati dietro le sbarre per aver difeso la verità impopolare, in una democrazia che stava scivolando nell’autoritarismo, e ispirato proteste pacifiche imitatrici in tutto il Paese”.

I musulmani esclusi dalla legge sulla cittadinanza

Va detto che la comunità musulmana di Shaheen Bagh, area delle manifestazioni, è stata una di quelle che ha maggiormente protestato pacificamente contro la nuova legge di cittadinanza, ispirando altri movimenti ai quattro angoli dell’India. Protagoniste della contestazione sono state donne musulmane, capitanate da Nonna Bilkis, che hanno letto il preambolo della Costituzione indiana, pronunciato discorsi per riaffermare la loro cittadinanza e intonato canzoni patriottiche.

La nuova legge sulla cittadinanza, approvata dal Parlamento lo scorso dicembre per regolarizzare gli immigrati dei Paesi vicini, ha acceso violenti proteste che hanno destabilizzato l’India per diverse settimane. Il Citizenship Amendment Act (Caa) – voluto dal premier Modi e dal suo Bharatiya Janata Party (Bjp) – concede la possibilità di acquisire la cittadinanza per gli immigrati provenienti da Pakistan, Afghanistan e Bangladesh, arrivati in India prima del 31 dicembre 2014, di religione cristiana, buddista, hindu, parsi, Sikh, jain, escludendo però quelli di fede musulmana. 

L’altra “Nonna coraggio”, la bielorussa Nina Bahinskaya, 73 anni, si è fatta conoscere per le sue proteste contro la rielezione del presidente Alexander Lukashenko. I telegiornali di mezzo mondo l’hanno ripresa mentre si faceva portare via da agenti di polizia, a dire il vero un po’ impressionati da questa donna minuta dai corti capelli grigi, ma dalla determinazione ferrea. Nina era stata arrestata, dopo diversi tentativi di colluttazione, assieme ad altre cento donne al termine di una marcia di circa 2000 persone che chiedeva le dimissioni di Lukashenko al potere dal 1994 ininterrottamente.

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