Paolo Nori, la parola ai matti

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Il nuovo libro di Paolo Nori, lo scrittore bolognese che negli ultimi tempi ha ridato parola e dignità ai matti delle diverse città. Anche ai ticinesi. Ora torna con il suo alter-ego: Bernardo Barigazzi. Un’avventura da leggere …

Avete voglia di una lettura divertente, intelligente e per nulla sofisticata? Un giallo che non è giallo ma è anche giallo per un romanzo che è romanzo sì e romanzo no ? Allora «Che dispiacere» di Paolo Nori è il titolo giusto. Due ore di ghignate, una commedia degli equivoci ambientata in una Bologna vera, attuale, un’inchiesta dove le parole (e i nomi) hanno un loro perché.

Partiamo dal titolo del romanzo, «Che dispiacere». Prende il nome da una testata giornalistica che più anomala non si può: esce solo quando la Juventus perde, il giorno successivo. E già questa la dice parecchio, o forse niente, magari tutto.

Cosa si sottintende? Dispiacere per la sconfitta della Vecchia Signora o sfottò? Rincrescimento o ironia applicata ad un mondo, quello del pallone italiano, che si prende terribilmente sul serio? Ma … andiamo avanti. Il direttore di questa pubblicazione, non si dovrebbe saperlo perché la firma è di un nom de plume (uno pseudonimo), è Bernardo Barigazzi. Un nome che i lettori di Nori già conoscono: è il suo alter-ego. Che questa volta parla in prima persona, dando vita ad «Un libro impersonale eppure autobiografico» (sono parole de «Il sole 24 ore» di domenica 6 settembre). Qui Barigazzi è uno scrittore che ha cominciato a fare il giornalista senza dirlo a nessuno.

La storia ruota attorno ad un omicidio che in un qualche modo (no, correggiamo: nel modo che solo Paolo Nori sa e padroneggia) coinvolge il nostro eroe, o protagonista. Muore un ultrà bianconero, anche incline alla cocaina, e qualche indizio va sul conto di Barigazzi, o perlomeno ne stabilisce un collegamento. Il presunto giallo è tutto qui. Il resto, ed è tantissimo, è solo e unicamente Paolo Nori. Divertente, brillante, ironico. Con lui prende parola un coro mai sentito (e del resto lui, lo scrittore bolognese, da un po’ di anni si prende cura di raccogliere le voci dei «matti» delle diverse città, anche del Ticino (leggi qui ).

Paradossi e nonsense, freddure che hanno il loro perché e battutacce invereconde («ma il Genoa, che è la più antica squadra di calcio italiana, fondata nel 1893, quando l’hanno fondata contro chi giocava?»). Molto parlato, tanto bar e moltissima quotidianità (come ad esempio i problemi di comunicazione di un marito e una moglie, o con un figlio).

Si ride molto, forse troppo (che via sia un filino di inquietudine, mai dichiarata, alla base di tutto ciò?…)

«Ecco io, no. Io, secondo me, se conoscessi uno che fa le cose che faccio io e non fosse me, mi starebbe molto sui maroni, secondo me. Solo che io non mi sto, sui maroni. Quindi credo di aver un debole per me stesso».

Ma la lettura non ne risente, al contrario. E quando si fa descrivere da un conoscente:

«Ma che tipo è questo suo vicino di casa?

Ma niente di che, uno scrittore. Non tanto bravo. Secondo me, Cioè non è un Baricco, ecco. E neanche un Saviano, Secondo me, eh ? è un mio parere. Però non è che non bisogna rapirlo, per via che non è tanto bravo».

Oppure quando in libreria, non sapendo cosa fare si è messo a ciondolare fino a quando non ha visto una Moleskine:

«Hanno un paio di centinaia di pagine tutte bianche, e aveva guardato il prezzo, costavano circa diciannove euro l’uno, come prezzo medio. E aveva pensato: «Ma pensa. Il mio libro («Sono contento di morire, ma mi dispiace» questo il titolo) poco più di duecento pagine tutte scritte, che ci ho messo un anno e mezzo a scriverlo, costa sedici euro».

Questo è Paolo Nori, un autore che, lo si percepisce da ogni sua riga, ama molto scrivere. E questo piacere è contagioso, arriva dritto al palato del lettore. Che, dopo aver conosciuto anche la figlia dal nome che è un programma («Daguntaj») si ritrova alla fin fine a citare il titolo: che dispiacere! Finire queste ore di puro divertimento intelligente.

«Che dispiacere. Un’indagine su Bernardo Barigazzi» di Paolo Nori, 2020, ed. Salani, 2020, pag. 241, Euro: 16,00.

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